Home CRONACA Lugano, il doposgomberi: agenti aggrediti, vandalismi, fermi e denunzie

Lugano, il doposgomberi: agenti aggrediti, vandalismi, fermi e denunzie

(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 16.56) Da una parte l’atto “politico”, sulla cui legittimità si può e si deve discutere ma che è pur sempre atto con propria natura e con propria struttura concettuale; dall’altra, quanto a fianco dell’atto “politico” è stato posto in opera, e qui senza rispetto delle cose e del prossimo. Era nelle cose e le cose, a Lugano, stanno maturando rapidamente, nel senso che non resteranno senza conseguenze, né sul piano del giudizio etico né su quello giudiziario, le 12 ore tra pomeriggio di ieri e notte tra ieri ed oggi, sulla scia della manifestazione trasformatasi in occupazione di un immobile ed in attacco alle forze dell’ordine; fatti cui seguirono, come riferito in cronaca, lo sgombero forzato dell’ex-“Macello” di viale Cassarate 8 e l’abbattimento di una parte degli edifici che insistevano su tale sedime (per la ricostruzione dell’accaduto e per i commenti si veda in altre parti del “Giornale del Ticino”).

Tre gli aspetti rilevanti e confermati questo pomeriggio da un portavoce della Polcantonale. Primo teatro, l’ex-“Istituto Antonia Vanoni” di via Rinaldo Simen, per l’appunto la struttura di cui un gruppo nutrito di manifestanti si era impossessato: nel corso della notte tutti gli occupanti sono stati fatti sloggiare, con identificazione di un centinaio di persone la cui posizione è ora al vaglio delle autorità; all’operazione hanno cooperato agenti di Polcantonale, Polcom Lugano, altre Polcom e Polintercom ed effettivi della Polcantonale Vaud; varie ore di registrazioni video vengono analizzate in queste ore, non sono da escludersi denunzie a vario titolo. Già allo stadio successivo, cioè con denuncia già compilata, l’indagine sulla seconda scena, quella sul percorso tra via Pietro Capelli e via Rinaldo Simen: qui sono emersi infatti i segni di vandalismi compiuti durante il corteo o in tempi appena successivi, autori identificati, vi sarebbero state tra l’altro alcune ammissioni di responsabilità. Terzo contesto: intorno all’area dell’ex-“Macello”, ancora nelle prime ore della mattinata di oggi, contro i poliziotti schierati in cordone di sicurezza sono stati lanciati sassi, bottiglie ed oggetti contundenti; gli assembramenti sono stati sciolti con intervento di agenti, due persone fermate per accertamenti, rilascio dopo identificazione. Non sono da escludersi altri provvedimenti nel breve.