Home CULTURA Spazi propri e spazi prossimali, esperienze di… vita in mostra a Lugano

Spazi propri e spazi prossimali, esperienze di… vita in mostra a Lugano

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Ogni metro quadrato della nostra casa può assumere un valore: lo scopriamo, di solito, quando abbiamo bisogno di riorganizzare gli spazi interiori perché qualcosa sta cambiando nella nostra quotidianità. Ogni metro quadrato della nostra casa, dei suoi luoghi meno “residenziali” (i corridoi, le scale, i disimpegni) e delle sue pertinenze ha assunto un’importanza improvvisa, proprio dall’oggi al domani, quando su di noi è calata la scure del Covid-19, con le sue limitazioni alla libertà di aggregazione che, appena fuori dall’uscio di casa e per la riprova bastava il dare un’occhiata ad un metro oltre la ramina, si sono tradotte in limitazioni – spesso eccessive, talvolta oltre i limiti del ragionevole pur nella gravità della situazione sanitaria – alla libertà individuale. Al valore proprio del concetto di spazio abitativo ed alla fluidità dei confini tra interno ed esterno (non di rado, dunque, tra privato e pubblico), con la conseguente necessità di adattarsi a modalità di vita sino ad un certo momento ignote e nemmeno immaginate, è dedicata la mostra “Entre-deux” che sotto egida dell’“Istituto internazionale di architettura” è stata inaugurata ieri a Villa Saroli (area limonaia) di viale Stefano Franscini 8 in Lugano, curatrici Nairi Arzoumanian e Daphné Bengoa, rispettivamente architetta e giurista francese dalle origini armene e fotografa svizzera dalle origine greche e basche.

Declinazione più “internazionale” che svizzera, si direbbe all’impronta, nel racconto con cui il progetto viene presentato: “Abbiamo reinventato le nostre case ed i nostri quartieri per evitare di chiuderci in noi stessi, cercando altre sfere di intimità e di collettività (come) l’affacciarsi alla finestra per osservare la strada, il suonare un concerto in balcone, il fare un aperitivo a distanza nel cortile (…, tutte) pratiche (che) avevano in comune il preservare la dimensione sociale pur assicurando la distanza necessaria a frenare la pandemia”; ed ecco che a nuovi luoghi di aggregazione, in varie realtà, sono assurti “ingressi, soglie, corridoi, finestre, balconi, logge, ma anche vani delle scale, pianerottoli, tetti, cortili interni, giardini e strade”. La tappa luganese di “Entre-deux” fa séguito a presentazioni proposte a Ginevra ed a Montreal; direttamente legato al Ticino, nel contesto espositivo, è il progetto realizzato da Giacomo Guidotti (“Studio Guidotti e Guidotti” in Bellinzona quartiere Monte Carasso; l’autore è docente all’“Alta scuola di ingegneria e di architettura” in Friborgo). Apertura sino a giovedì 9 maggio, dal lunedì al giovedì tra le ore 12.00 e le ore 18.00, il venerdì tra le ore 14.00 e le ore 18.00.