Home CRONACA L’illusione si spegne al sesto giorno, parapendista trovato morto

L’illusione si spegne al sesto giorno, parapendista trovato morto

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 14.03) Rientrano alle basi le ali rotanti, in calo dalle gole montuose verso il piano; rientrano, a gruppi o alla spicciolata, dopo il “debriefing” o dopo una sosta alla fontana, gli specialisti ed i volontari che per sei giorni, con ostinazione inversamente proporzionale alle reali speranze di trovare in vita quel giovane, martellarono da terra e dall’aria l’arco dal confine tra Vallese ed Italia alla ValleMaggia, decine e decine di chilometri tra pendii e creste e scoscendimenti e picchi, volendo credere ad un miracolo cui noi tutti, in realtà, abbiamo sperato. Ed invece, alle ore 11.34 di oggi, della morte di Reto Compagnoni parapendista da Tenero-Contra frazione Tenero si dovette prendere atto e coscienza: il cadavere del 35enne, un califfo della disciplina con le stimmate dei migliori al “Club volo libero Ticino”, è stato individuato in una zona impervia della Valle del Chignolàsc, laterale della Valle Maggia sul fronte destro, per gli escursionisti il riferimento in valle è Cevio in quanto Comune, indi dalla frazione Bignasco si sale sin verso il Lago di Chignolàsc a quota 1’975 metri passando per la chiesina di Madonna di Monte e per la località Airòn intorno a quota 1’600 metri. Dall’esame autoptico sarà forse possibile il risalire alla data ed al momento del decesso, che tuttavia si presume essere stato immediato in quanto conseguente all’urto contro il fianco della montagna.

Esito temuto, dunque; e nessuna consolazione dà il fatto che i soccorritori – imponente, formidabile, senza limiti il dispiegamento di forze – erano riusciti ad orientarsi correttamente, ed a cogliere e ad interpretare in modo esatto ogni notizia utile, dando l’esatto valore a due informazioni in particolare. Punto primo, il fatto che in altre circostanze lo “spot” rilevatore di posizione – si pensi, quale riferimento, ad un ordinario “transponder” da aereo di linea – del parapendio di Reto Compagnoni si era guastato ed aveva smesso di inviare informazioni nel corso di un’attività, sicché quel valore acquisito (ore 15.33, zona apicale della Valle Bognanco sul versante occidentale estremo della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, a distanza di quattro ore dal decollo da Cimetta) era da relativizzarsi, offrendo esso semmai la prova di un passaggio e non di una caduta; punto secondo, l’improvviso, brevissimo aggancio del cellulare del 35enne ad un ripetitore telefonico a Someo, frazione di Maggia, a distanza di tempo dal mancato rientro a domicilio; per distanza in linea d’aria, Someo è a distanza quasi prossimale in un quadrangolo che abbia Someo e Bignasco come riferimenti in valle e la Cima di Broglio ed il Poncione Piancascia in zona montuosa. Ma sono aree, quelle, in cui risulterebbe difficile l’arrivare su un bersaglio persino disponendosi delle coordinate precise.

La scoperta del corpo inanimato ebbe luogo grazie all’ennesimo sorvolo di un “Eucocopter Ec635” dell’Esercito svizzero, altitudine stimata a 1’720 metri; recupero a cura di esperti della “Rega” con altro velivolo dotato di argano. Immediatamente comunicata la situazione alle autorità italiane di coordinamento delle ricerche oltre confine. La salma sarà ricomposta e messa a disposizione per gli accertamenti e per la riconsegna alla famiglia.