Home CRONACA La speranza non muore, in centinaia sulle tracce del parapendista scomparso

La speranza non muore, in centinaia sulle tracce del parapendista scomparso

(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 7.02) Nonostante l’impegno di circa 180 uomini tra forze dell’ordine, specialisti del “Soccorso alpino svizzero”, operatori della “Rega”, militari con un “SuperPuma” dell’Esercito e volontari (circa 80 solo questi ultimi), infruttuose anche ieri le ricerche di Reto Compagnoni, parapendista 35enne abitante a Tenero-Contra frazione Tenero e del quale non si hanno notizie dal pomeriggio di sabato 25 luglio quando, insieme con altri appassionati della disciplina, si era staccato dal pendio di Cimetta per compiere un lungo sorvolo in direzione ultima verso i confini italo-elvetici dal vertice occidentale del Verbano-Cusio-Ossola (perno la porzione superiore della Valle Bognanco) sul Vallese, zona tra passo del Sempione e Corno Gries. A quel punto l’ultima indicazione dallo “spot” di localizzazione, strumento che tuttavia – e vale in tal senso la testimonianza portata da alcuni colleghi del 35enne – già in altra circostanza aveva cessato di funzionare correttamente; da qui l’impossibilità di concentrare le operazioni di soccorso in area ristretta.

Su suolo ticinese, l’attenzione è necessariamente concentrata su ValleMaggia e propaggini della stessa. In Italia, specialisti del “Soccorso alpino civile” (Delegazione Val d’Ossola, realtà forte di 200 collaboratori) ed effettivi del “Soccorso alpino” della Guardia di finanza hanno effettuato ieri una mappatura su fronte di circa 170 chilometri, scattando non meno di 1’600 foto dall’elicottero in quota media sui 3’000 metri ossia cercando di coprire il tracciato del sorvolo compiuto da Reto Compagnoni; sùbito dopo, grazie ad un “software” sofisticato, l’avvio dell’indagine su ogni punto che risulti corrispondente a valori assegnati.

In immagine, il “SuperPuma” dell’Esercito svizzero utilizzato per le ricerche.