Home CULTURA Il caso / Lo danno per “veneziano”. Ma era ticinese di Breggia

Il caso / Lo danno per “veneziano”. Ma era ticinese di Breggia

A meno che di professione siate ottici o oftalmologi o optometristi o oculisti o ortottisti, è probabile, ed anzi quasi certo, che né in casa né in ufficio abbiate un megaletoscopio, visore per immagini fotografiche dal grande formato e che venne messo a punto in tempi successivi al 1861 e precedenti il 1867. Un rarissimo esemplare di tale strumento venne in effetti presentato, al castello di Miramare in quel di Trieste (Italia), nel corso della recente inaugurazione della mostra su Marcello Dudovich, esposizione mutuata (e con gli stessi curatori, cioè Nicoletta Ossanna Cavadini e Roberto Curci) dall’evento espositivo realizzato nei mesi scorsi al “Max museo” di Chiasso; occasione data dal provenire tale pezzo dalla collezione di Massimiliano d’Asburgo-Lorena meglio conosciuto come Massimiliano I del Messico, arciduca d’Austria che il castello di Miramare aveva fatto costruire per sé e per la moglie Carlotta del Belgio, principessa nata in dinastia Sassonia-Coburgo-Gotha. Dal che si potrebbe anche dedurre che il citato Massimiliano, una volta trovatosi messo da parte sul fronte militare e sul fronte politico in Europa giacché osteggiato dal fratello Francesco Giuseppe, meglio avrebbe fatto ad impegnarsi in tutto e per tutto sulla raccolta di oggetti preziosi anziché accettare di mettersi alla guida di un impero che gli era stato offerto e raccontato in un certo modo, e che gli costò la pelle di lì (aprile 1864) a tre anni.

Detto di Massimiliano l’imprevidente, e pace all’anima sua, l’attenzione dedicata al megaletoscopio durante quella cerimonia servì per confezionare un’altra, piccola sorpresa: benché dato da parecchie fonti quale “veneziano” (sito della “Fototeca Trieste” e “Wikipedia” in lingua inglese alla voce “megaletoscopio”) o “milanese” (sito delle “National galleries Scotland”, dove egli figura anche di “nazionalità italiana”) o “italiano ma nato in Canton Ticino” (“Wikipedia commons”) o “italiano nato in Svizzera” (in varie descrizioni di sue opere), di Carlo Ponti venne precisato l’essere sì “veneziano” per l’attività commerciale da lui insediata in Laguna, tra l’altro dopo esperienza formativa di lungo periodo condotta a Parigi, ma ticinese per origine e per nascita, essendo egli venuto alla luce a Sagno in quel del Comune di Breggia. Sì: di Carlo Ponti fotografo non abbiamo un ritratto che sia uno e nemmeno troviamo una data di nascita che sia univocamente accettata, oscillando i testi fra il 1820 ed il 1824 addirittura, mentre sappiamo che proprio a lui, che da artista fece prodigi nel conferire luce e potenza evocativa alle immagini, venne a mancare la vista negli ultimi anni di esistenza terrena; ma indiscutibile, su fonti plurime ed acclarate, è la sua provenienza dal borgo che è punto d’origine anche dei vari Chiesa (Pietro disegnatore, Innocente decoratore e Francesco scrittore), e di Erennio Spinelli consigliere nazionale, e di Bartolomeo Ceppi stuccatore, e di Raffaele Suà architetto da interni di teatro.

Il che, a norma delle dimensioni del borgo e delle sue pertinenze, basta ed avanza. Viva Sagno, viva Breggia, viva il mondo che li echeggia.