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Il “nuovo” Covid-19 non ci aiuta: 24 ore, un morto, quasi 1’000 contagi

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 11.54) 24 ore, da ieri all’alba di oggi: un morto, quasi 1’000 nuovi contagi, crescente il numero dei letti occupati in ospedale. Avvezzo ed anzi ipersensibile ai numeri com’è da un biennio a questa parte in contesto covidiano (date rilevanti: martedì 25 febbraio 2020, primo caso dichiarato di positività al “Coronavirus”; martedì 10 marzo 2020, prima vittima), difficilmente il cittadino comune si lascia scorrere sulla pelle una serie di evidenze a numeri crescenti: per la conferma della teoria di decessi, uno in più e si è sulla media del periodo per effettivi 139 morti nel contesto della quarta ondata e di 1’134 morti dall’inizio del computo ufficiale; 958, inoltre, i casi conclamati, uno ogni 90 secondi in un universo territoriale che dovrebbe trovarsi a notevole grado di immunizzazione, dal che derivano un totale a 118’880 contagiati di cui 85’099 nella sola fase corrente. Pessima e bisognevole di urgente spiegazione, in tal senso, l’evidenza dal sistema delle case anziani: nove le guarigioni, ben 30 gli ospiti di cui è stata invece dichiarata l’infezione, 92 dunque i residenti colpiti in un totale di 11 istituti; nessun altro decesso riconducibile al Covid-19, cinque invece le vittime nell’arco delle ultime 24 ore per cause indicate come “altre”.

In materia di progressi nella campagna vaccinale, totale assenza di dati freschi sin da venerdì nonostante la garanzia fornita circa informazioni almeno quotidiane fuorché nei fine-settimana (i riscontri dal venerdì alla domenica, per ragioni non illustrate ma che confliggono con l’esigenza di una comunicazione trasparente e puntuale, constano solo in forma aggregata cioè come somma quand’invece assai più semplice sarebbe il fornirli con ordinaria cadenza). Da ciò consegue la ripubblicazione di cifre quali copertura con trattamento di base per il 72.2 per cento della popolazione avente diritto, copertura con “booster” (richiamo) per il 45.7 per cento della popolazione e copertura con “booster” (richiamo) per il 78.6 per cento degli “Over 65”: valori il primo assai demoralizzante, perché attesterebbe una totale stasi nelle attività di primario servizio, e gli altri due – in ispecie il secondo – semplicemente incongrui rispetto alle proiezioni.

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