Home CRONACA Ticino-Italia, causa Covid-19 la frontiera fa ancora rima con chimera

Ticino-Italia, causa Covid-19 la frontiera fa ancora rima con chimera

Se non siete frontalieri, o sotto condizione di estrema urgenza sanitaria (fatta eccezione per il Covid-19, che è tra l’altro causa unica dell’“impasse”) o legale che vi chiami, o insomma nel pieno di uno di quei casi speciali che ad ogni modo appaiono suscettibili di valutazione (e di veto) da parte delle autorità, sognatevi di rivedere un ristorante o un supermercato o una spiaggia o una città d’arte in Italia prima d’un altro pezzo, ed a questo punto – fatti salvi eventi al momento impronosticabili – si parla non già di metà maggio, non già di fine maggio, non già di metà giugno, ma almeno dell’inizio di luglio. Preceduta da sussurri di stampa e da voci in àmbiti consolari, ecco oggi piombare sull’Elvezia un annuncio che nei fatti fa retrocedere il valore intrinseco della “fase due”: sull’esito di colloqui multilaterali con rappresentanti dei Governi di Germania, Austria e Francia (con il Liechtenstein il problema non si è mai posto), la riattivazione del “quadro Schengen” è stata programmata per lunedì 15 giugno, sicché si dovrebbe tornare al transito libero con l’un Paese e con l’altro e con l’altro ancora; si “dovrebbe”, restando infatti da valutarsi in corso d’opera – controllo passo dopo passo, così la consigliera federale Karin Keller-Sutter – l’evolversi della pandemia.

Ma l’operazione, sempre che essa maturi nei termini e nei tempi ipotizzati, non riguarderà il versante sud: in posticipo la decisione, e per di più senza allentamenti, allo stato odierno delle cose, pur potendosi immaginare una futura riduzione dei vincoli per quanto concerne i ricongiungimenti familiari in rapporto strettissimo. A sconforto di più d’uno (si pensi agli svizzeri che dispongono di un appartamento di vacanze in località italiana, mare o monti non importa), nel suo ruolo di titolare del Dipartimento federale giustizia-polizia, Karin Keller-Sutter ha precisato questo pomeriggio che siamo ancora ad una traccia di definizione “sine die”, dal momento che una data non è stata nemmeno assunta quale possibile boa provvisoria. Ticino come “cul de sac” dell’Elvezia: non accadeva, si direbbe, dai tempi della Seconda guerra mondiale…