Home SPORT Hockey Sl / Rockets al bivio: via Jan Bartko, arriva Greg Squires

Hockey Sl / Rockets al bivio: via Jan Bartko, arriva Greg Squires

Imperscrutabili sono le vie e le strategie dei BiascaTicino Rockets, imperscrutabili: prova sia che da oggi l’organico della squadra – ultima nella cadetteria hockeystica 2019-2020, quattro vinte contro 23 perse, secondo peggior attacco e seconda peggior difesa – viene deprivato di Jan Bartko, 22 anni, nazionalità ceca, 183 centimetri per 80 chilogrammi, soggetto a suo tempo descritto come “difensore offensivo” cioè una specie di Paul Coffey ai tempi degli Edmonton Oilers, per far spazio – sempre in collaborazione con la dirigenza dell’Hockey club Lugano – a Greg Squires. Greg Squires, il tascabile Greg Squires da 169 centimetri per 78 chilogrammi, 31 anni l’età, appoggio in ala destra: un attaccante che ci riporta alla memoria Eng Kai Geong alias Larry Kwong in maglia AmbrìPiotta nella stagione 1958-1959. Molte, moltissime le analogie: per il fisico, innanzi tutto, e perché costui giunge qui dalla Cina senza troppo furore, trattandosi per l’appunto di un sinoamericano (Larry Kwong, come si ricorderà, era sinocanadese) nato a White Plains nello Stato di New York ma dalle recenti esperienze nella Khl con i Kunlun Red Star, formazione in cui peraltro gli elementi di nazionalità cinese o con doppio passaporto o almeno con ascendenza sotto il segno del Dragone sono quasi assenti se si eccettuano Tyler Wong (uno della “Wong connection”, con i fratelli Colton e Austin) e quel Brandon Yip capace di collezionare quasi 200 partite in Nhl ed oltre 100 in Ahl.

Discorso che sarebbe lungo, ergo non facciamoci fuorviare; gli è che Greg Squires, con Larry Kwong, condivide taglia ed attitudini, e difatti si è sempre guadagnato pane e companatico laddove gli avessero offerto un contratto, non importa se breve o lungo. Un “routinier”, capace di cambiare tre squadre in un’annata, se necessario, e di allenarsi con altre tre per i “try-out”, secondo indicazioni dell’agente; ma anche un tizio che vinse il titolo universitario Ncaa-1 (intendendosi la Central collegiate hockey association, che di lì a poco sarebbe deceduta per svuotamento) con i Broncos della Western Michigan university, da uomo di sostanziale secondo blocco ed in formazione nella quale solo quattro elementi avevano trovato consenso in “draft” della Nhl, e di fatto uno solo – Luke Witkowski – riuscì a frequentare la massima serie professionistica dove tuttora alberga con i Tampa Bay Lightning e dividendosi in riassegnazione ai Syracuse Crunch della Ahl. “Crack”, insomma, Greg Squires non è; e forse, per immettere ossigeno negli esausti polmoni dei BiascaTicino Rockets, sarebbe invece servito proprio un fenomeno. Ma da qui alla fine della stagione, ché questo è il contratto stipulato, vedremo anche di capire il motivo per cui tale agonista ha viaggiato tra Echl (sulla coda dell’ultimo anno accademico), Germania (Starbulls Rosenheim e Bietigheim Steelers, seconda serie in entrambi i casi, sempre con medie superiori al punto per incontro), Svezia (bene in Allsvenskan, un po’ meno con l’Örebro), Khl (tre goal ed otto assist in 69 partite) e Vhl (che sta alla Khl come la Ahl sta alla Nhl, chiaro?), e solo quest’anno tra Graz 99ers in Ebel, Tps Turku in Finlandia e BiascaTicino Rockets in Swiss league.

Poi, e sia detto, i vallerani sono destinati egualmente a salvarsi: anche se finisse ultima tra gli ultimi, la squadra partirebbe da un vantaggio mostruoso contro la vincente della terza serie. Ma non è nemmeno questo il discorso di fondo, e si domanda: è questo l’elemento che sposta equilibri e nel frattempo permette ai compagni di crescere rapidamente per un presente e più fruttifero impiego, oltre che per la futura riassegnazione alle società da cui provengono gli atleti in prestito? O, con tesi assai più banale, la scelta di Greg Squires è meramente funzionale a guadagni di breve periodo?