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Arte, ad Anna Arutyonova la guida del “Centro internazionale di scultura”

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Non è nome privo di notorietà, Anna Arutyonova Bischof: a Mosca, nella cui “Università statale Lomonosov” si era laureata in storia, già prima di compiere 30 anni orbitava negli ambienti della “Pro Helvetia” con funzioni di responsabilità, e nella medesima linea è approdata poi a Zurigo ampliando via via le collaborazioni in àmbito culturale tra Italia, Brasile ed Emirati arabi uniti oltre a mantenere un filo diretto con la Russia. Ad Anna Arutyonova Bischof, ed è notizia del giorno, l’incarico di responsabile operativa al “Centro internazionale di scultura” che sotto egida della “Fondazione internazionale per la scultura” è attivo In Lavizzara frazione Peccia, presidente Simonetta Biaggio-Simona già al vertice dell’Ufficio cantonale beni culturali, sull’esito del concorso pubblico che era stato indetto con scadenza a lunedì 13 aprile, contratto triennale rinnovabile, impiego al 50 per cento: come confermano stamane dal Cis stesso nell’uscita dal primo lustro di vita (primo e, per noti problemi, accidentato), tale nomina costituisce “(…) avvio di una nuova fase (…) con rinnovata attenzione al consolidamento delle attività del Centro, del programma artistico e delle collaborazioni istituzionali”.

Primo atto percepibile dall’esterno è la mostra “Forme di solastalgia”, inaugurazione domenica 2 agosto con sviluppo sino a fine ottobre secondo la consolidata formula del singolo ma ragionatissimo e ben strutturato evento a copertura di parte dell’estate e di parte dell’autunno: in mostra opere di Eline Kersten, zurighese, reduce da due collettive conclusesi l’una venerdì 10 luglio (alla “Schenkhaus” di Zurigo) e l’altra domenica 19 luglio (alla “De firma” di Gouda, nei Paesi Bassi); curatrice è la luganese Gianna Antonia Mina, già alla direzione del “Museo Vincenzo Vela” in Mendrisio quartiere Ligornetto. Oggettivamente “centrato” il contributo dell’artista olandese, i cui lavori sono ancorati alle evidenze fisiche date, causate e lasciate dai fenomeni meteorologici (e non solo) cosiddetti “estremi”: Valle Lavizzara ed in Valle Maggia, per stare soltanto a due anni addietro ma non dimenticandosi di quanto acquisito nelle memorie storiche, sono testimoni di fatti non di rado luttuosi e da cui il territorio è stato segnato e modificato ed in parte riscritto; in questo senso anche alcune opere realizzate specificamente per il luogo dell’esposizione e con materiali di recupero dall’alluvione di fine giugno 2024. Taglio del nastro alle ore 11.00 di domenica 2 agosto, apertura nei giorni di giovedì, venerdì e sabato (ore 14.30-18.30) ed anche su richieste, ingresso sempre libero. In immagine, la sede del “Centro internazionale di scultura” a Lavizzara frazione Peccia e, nel riquadro, la neodirettrice operativa.