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Uccide l’ex-moglie a Faido, fa esplodere la casa ad Acquarossa. Feriti tre agenti

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PEZZO IN REVISIONE (ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 20.44) Dramma su dramma, nell’arco di 24 ore, tra Faido ed Acquarossa frazione Leontica, per mano di un 59enne ben noto tra Biasca ed il Distretto di Blenio anche per la sua attività imprenditoriale: ieri l’omicidio dell’ex-coniuge che era degente nella struttura nosocomiale di Faido, oggi – forse mentre stava per essere arrestato: il cerchio attorno a lui si era stretto via via, con ricerche condotte sì sull’intero territorio cantonale ma con forte concentrazione nell’area delle Tre valli – l’atto tradottosi in deflagrazione all’interno della casa che era stata residenza domestica della coppia; un’esplosione udita a distanza di centinaia di metri ed in séguito alla quale, come riferito da fonti Rsi, tre agenti di polizia sono rimasti feriti, unica certezza l’assenza di rischi esiziali. Dell’uomo, delle sue condizioni, della sua eventuale morte nell’esplosione ancora nulla si sa.

Brutale uxoricidio – Il delitto, prima di tutto. Un delitto che è stato perpetrato con determinazione, nel parco della struttura nosocomiale di Faido dove la donna – 56 anni, cittadina svizzera, domicilio in Valle di Blenio secondo la formulazione ufficiale ma ora qualcosa di più certo risulta per evidenza inversa – era degente: non si sa se per il tardo pomeriggio di ieri i due si fossero dati appuntamento – il che rientrerebbe nella logica delle ordinarie visite alle persone ricoverate – o se l’uomo sia arrivato all’improvviso, inatteso; parimenti da accertarsi la dinamica del delitto, potendosi considerare anche l’ipotesi di una discussione in cui alle parole si è sostituito un proiettile esploso da distanza ravvicinata, direttamente alla testa della vittima, con una pistola di piccolo calibro; il fatto stesso che l’uomo avesse con sé un’arma, insieme con quanto avvenuto oggi, induce a propendere per la premeditazione dell’uxoricidio. Sta di fatto che la morte si è fatta incontro alla 56enne nella persona di un soggetto con cui erano di certo stati condivisi anche momenti belli; il dramma attorno allle ore 19.25, a quanto pare in zona discosta dell’area a verde tanto che l’intervento degli operatori sanitari residenti ha avuto luogo fra i 20 ed i 30 minuti – le informazioni al proposito sono frammentarie e discordanti – più tardi, presumibilmente essendosi qualcuno preoccupato per l’irreperibilità della donna nella camera e negli ambienti comuni del nosocomio o per sopravvenuti sospetti circa i movimenti di persone terze. Alle operazioni di soccorso, sotto regime di massima priorità, hanno preso parte sia membri del personale del complesso ospedaliero sia specialisti della “Rega” fatti intervenire con un’eliambulanza dalla base di Locarno-Gambarogno frazione Magadino e che nel volgere di pochi minuti hanno trasportato la 56enne al “San Giovanni” di Bellinzona, dove in stato di allerta si trovavano già gli specialisti di servizio al Pronto soccorso; la situazione è tuttavia apparsa disperata e disperante, tanto che alle ore 21.30 i medici si sono dovuti arrendere all’inevitabile. Nel frattempo, ampio il dispiegamento di agenti della Polcantonale e con interessamento di colleghi di altri corpi nel Sopraceneri in particolare; l’identità dell’omicida sarebbe stata appurata nel breve, anche per tramite dell’analisi di alcuni filmati.

Le ricerche, la svolta – Sin dal primo momento gli inquirenti, pur trincerandosi dietro allo stretto riserbo, si erano indirizzati sulle tracce di un soggetto specifico, per l’appunto individuato nell’ex-coniuge della vittima, primario obiettivo il mettere l’uomo nella condizione di non più nuocere. Stasera uno sviluppo imprevedibile: per quanto è da considerarsi quale scenario probabile, l’uomo ha compreso di essere ormai prossimo alla cattura ed ha causato un’esplosione – forse con polvere pirica, forse saturando alcuni ambienti con gas – cui è seguito l’incendio della casa in Acquarossa frazione Leontica, attorno alle ore 19.35, con propagazione delle fiamme anche ad altri stabili. Tre agenti, in forza alla Polcantonale sempre standosi a prime e frammentarie notizie, hanno riportato lesioni e per tale motivo sono stati trattati da personale sanitario giunto sul posto con significativo dispiegamento di ambulanze e veicoli-comando (sul campo effettivi di “Tre valli soccorso” da Biasca, “Salva” da Locarno e “Croce verde” da Bellinzona). All’opera anche un equipaggio della “Rega” dalla base di Locarno-Gambarogno frazione Magadino; a circoscrivere le fiamme sono stati chiamati uomini dei Pompieri Biasca e dei Pompieri Blenio dalla frazione Olivone. Interdetto il transito, isolata l’intera zona. Quanto al 59enne sono attese in serata informazioni per via ufficiale. Il “dossier” è nelle mani della procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.