Perché ogni tanto, nella vita, un Vancouver ben speso ci vuole. In volgar prosa: laddove Germania, Turchia, Olanda, Uruguay e Croazia non saranno, la Rossocrociazia è.
Approda agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio 2026 la pattuglia selezionata da Murat Yakin, e ciò per effetto del 2-0 inflitto stamane – fischio d’inizio 37 minuti prima dell’alba secondo il fuso orario di Acquarossa – all’Algeria guidata da ben noti ticinesizzati e ticinesi quali Vladimir “Vlado” Petkovic e Davide Morandi elencati per ruolo, allenatore e vice; a Vancouver, in Canada, dove tra l’altro Granit Xhaka e compagni avevano già chiuso la fase di qualificazione battendo il Canada e dove torneranno martedì 7 luglio per affrontare o il Ghana o la Colombia, le reti di Breel Embolo (10.o, ispiratore Johan Kula Manzambi con imperiosa ed imperiale cavalcata sulla fascia sinistra prima dell’assist a misura di scarpino del compagno) e di Dan Assane Ndoye (46.o, soluzione dall’interno dell’area dei nordafricani). Algeria tutt’altro che rinunciataria, ed anzi: varie le occasioni costruite, arrembante il finale del primo tempo (43.o, parata di Gregor Kobel su conclusione di Farès Chaibi; nei recuperi, conclusione di Ibrahim Maza con sfera fuori bersaglio ma non di granché), coraggiosa la reazione dopo che il doppio svantaggio si era fissato sul tabellone del “British Columbia (Bc) place” (48.o, Riyad Karim Mahrez a botta quasi sicura ma con salvataggio di Denis Lemi Zakaria Lako Lado peraltro già incursore “in proprio”, al quarto d’ora della frazione di apertura, soluzione intelligente ma impronta molliccia sulla sfera; 77.o, Jaouen Hadjan fuori bersaglio); per parte sua, Rossocrociazia vicina al 3-0 in almeno due circostanze (81.o; Fabian Rieder; ottavo minuto dei recuperi del secondo tempo, Remo Freuler).
Semplici osservazioni: dopo una fase di qualificazione a porta sempre violata (1-1 con il Qatar, 4-1 sulla Bosnia-Erzegovina, 2-1 sul Canada), Gregor Kobel resta imbattuto; vero miglior uomo della partita, il difensore Nico Elvedi, anche con funzioni di promotore e di incentivatore della manovra offensiva; nessuna contromossa possibile, ma temiamo ora gli esorcismi, contro lo Johan Kula Manzambi dei primi 45 minuti; ai Mondiali, la Rossocrociazia non aveva più vinto una partita in scontro diretto dai tempi di Carlo Battaglini consigliere agli Stati, più o meno ed okay è meno ma almeno si rende l’idea circa i calcoli che sono da farsi sul passo di un numero “tot” di generazioni); infine, lungi da qui la scaramanzia ed altre simili boiate ma Vancouver sembra portar bene, ed è dunque incoraggiante il rimanere la squadra qui, almeno sino a compimento dell’intero prossimo turno.






















































































