Troppi fatti spiacevoli nel volgere di pochi giorni, troppi episodi in cui si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine, troppe discussioni trasformatesi in vie di fatto, troppi contusi e troppi feriti e troppi ferri in giro; e, sabato scorso, l’ultimo caso che probabilmente ha fatto da spartiacque. Ergo, giro di vite, ed alle brevi: alla foce del Cassarate in quel di Lugano, cioè nella cosiddetta “Lugano marittima”, scatta una stretta in funzione dell’ordine pubblico e della sicurezza di coloro che dei maranza – quale che sia la nazionalità, quale che sia il domicilio – e dei loro maranzismi hanno già le tasche piene e dai maranza e dai loro maranzismi tutto hanno da temere. I provvedimenti, valendo come perimetro quello della “Lugano marittima” con i suoi punti di accesso: a) vietata l’introduzione di bottiglie in vetro, lattine, oggetti contundenti, “spray” al pepe, petardi, fuochi d’artificio ed ogni genere di oggetto classificato come arma; b) vietata l’introduzione – e questa è una disposizione contestabile in radice, indiviuandosi tra l’altro l’esclusivo beneficio per soggetti terzi – di bevande acquistate all’esterno, nel senso che ogni eventuale acquisto ed ogni eventuale consumo saranno da effettuarsi nei punti-ristoro autorizzati e “in loco” oltre che lì consumati. E in caso di inosservanza? In linea di massima, confisca degli oggetti con possibile allontanamento forzato dall’area. Fuori dai denti: più facile a dirsi che a farsi.























































































