Nemmeno il tempo di scendere dall’aereo, ed ai suoi polsi sono scattate le manette. Pensava di averla fatta franca, o di non essere mai entrato nella linea di attenzione degli inquirenti, o di essere ad ogni modo invisibile agli occhi ed ai “database” delle forze dell’ordine, il giovane originario del Marocco che venerdì, nel momento stesso in cui ha messo piede a terra all’aeroporto della Malpensa in provincia di Varese, è stato arrestato da agenti della Polizia di Stato per via di un’ordinanza di custodia cautelare risalente a maggio, sugli sviluppi dell’inchiesta avviata oltre un anno fa e conseguente ad un fatto di sangue (categoria: vero e proprio agguato) avvenuto attorno alle ore 19.07 di lunedì 23 giugno 2025 nella Bergamasca. Il soggetto è infatti sospettato di far parte del gruppo di tre, forse quattro elementi che in quella circostanza, a quanto risulta per questioni afferenti allo spaccio di sostanze stupefacenti ad ampio spettro, cercarono di sistemare a modo loro una questione in sospeso sicché da una pistola partirono uno o più colpi ed un 41enne, presumibilmente il bersaglio designato, rimase ferito agli arti inferiori ma se la cavò, arrivando sanguinante sulla carreggiata della Strada statale numero 42 “del Tonale e della Mendola” sul punto d’incrocio tra i Comuni di Montello, San Paolo d’Argon ed Albano Sant’Alessandro e riuscendo a trovare soccorso per il ricovero al presidio ospedaliero “Francesco Maria Bolognini” della limitrofa e comprovinciale Seriate. A carico del nordafricano l’accusa di tentato omicidio.



