Nove vinte su nove, un percorso lineare e perfetto, e corredato anche da qualche “shut-out”. E poi, all’ultimo dell’ultimo cioè dopo 10 minuti e 42 secondi del supplementare, quel disco trasformatosi in messaggio doloroso per l’anima: nei Mondiali di casa, evento peraltro organizzato e realizzato a quasi perfetta misura di pubblico ed il “quasi” sta soprattutto a richiamo su certi prezzi proibitivi dei biglietti, la Svizzera dell’hockey maschile è caduta stasera contro la Finlandia, solo l’argento dopo che il sogno dell’oro – sarebbe stato il primo in cinque finali disputate, e si tratta invece della terza sconfitta all’atto finale di tre edizioni consecutive – era stato cullato sul filo dello 0-0 al termine del periodo inaugurale, dello 0-0 sulla coda di quello centrale e dello 0-0 a filo della terza sirena. Di Konsta Helenius, ala-centro che appena 20 giorni addietro è giunto a celebrare i 20 anni anagrafici e che è peraltro reduce dalla seconda (ed ottima) stagione tra Ahl con i Rochester American e Nhl con i Buffalo Sabres, il goal che vale storia e gloria, per lui e per i finnici, e che raggela il pubblico di Zurigo. Roman Josi nominato al ruolo di miglior giocatore del torneo: magra consolazione.























































































