Rubrica temporanea ed estemporanea in occasione dell’evento pedatorio in corso tra Usa, Canada e Messico. Nulla di particolarmente tecnico, anzi: un mero ancorché doveroso “divertissement”.
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Pare proprio che chi governa piazza Grande a Locarno durante il periodo di “Moon&stars”, o “Moon+stars” come da più recente forma grafica, continui ad esercitare un potere assoluto sulla città: potere che si esprime anche nella decisione, all’ultimo momento, di offrire la visione al pubblico della partita di calcio della prossima notte, Rossocrociazia contro Argentina, appuntamento alle ore 3.00. Giustamente si dirà: beh, ma è una cosa bella, tutti insieme a sostenere la squadra del cuore, vinca il migliore, et cetera. In effetti, cosa bella sarebbe. Se non che, a capo.
Se non che: per prima cosa, tale decisione è stata presa ed assunta e comunicata in pratica l’altr’ieri sera, cioè quando una bella fetta degli operatori nel ramo degli esercizi pubblici, avendo avuto contezza della dichiarazione di “notte libera”, si era attrezzato per accogliere la clientela fissa ed occasionale; l’attrezzarsi significa far spazio al meglio della capienza all’interno di un locale, significa investire tempo per effettuare i controlli sul funzionamento degli apparecchi in modo che anche il Bernasconi Franco che si piazza sempre al tavolino là in fondo possa vedere e sentire, significa rafforzare il numero dei collaboratori per il servizio alla mescita di banco ed ai tavoli, in qualche caso significa anche dotarsi di un paio di addetti alla sicurezza al fine di evitare guai all’interno e dall’esterno; soprattutto, significa prenotare ed acquistare e farsi consegnare beni di consumo in misura presumibilmente adeguata a quanto sarà necessario, la fase di approccio all’incontro più i 90 minuti di calcio più i recuperi più l’intervallo più gli eventuali supplementari più gli eventuali rigori costituiscono un bell’impegno, e figurarsi poi se dovesse scapparci una vittoria. Ma no: arrivano i lunastellati, ultimi della pista ad annunciarsi, ed è chiaro che verso il cuore di piazza Grande fluirà una quota significativa di coloro che si sarebbero riversati invece nei bar. Potremmo a tale proposito ricordare che gli esercenti cercano di tenere aperto per tutto l’anno e che essi pagano imposte per tutto l’anno; potremmo, ma lasciamo che ad occuparsi della rivendicazione sia chi ha sulle questioni ha titolarità diretta.
Se non che: in seconda battuta, si scopre che l’accesso alla visione al pubblico (e piantiamola con ‘sto “public viewing”, che sa di visita al defunto – a cassa aperta – in una sala del commiato) è gratuito se si sta in piedi, ma a prezzo da usurai se si pensa di potersi acculare su una sedia. Ora, ciascuno ha propri modi per vivere determinare esperienze; qui a bottega, non per scaramanzia ma per sane abitudini che risalgono ai tempi delle Crociate, ci si appoggia agli stessi cuscini che si trovavano sul divano in occasione di Rossocrociazia-Spagna 1-0, metà giugno 2010, parata prodigiosa di Diego Orlando Benaglio su Gerard Piqué Bernabéu e traversa centrata da Xabier “Xabi” Alonson Olano ma soprattutto goal di Gerson Tavares Fernandes dopo difettoso intervento di Iker Casillas Fernández portiere delle “Furie rosse”; si sta insomma seduti per quanto il tumulto del cuore consenta, ecco. E per stare seduti in piazza Grande, sentiamo, che cosa pretendono i dittatori di “Moon+stars”? Un obolo, modestissimo di certo a loro avviso: franchi 29 virgola zero zero per quello che essi, anche in spregio della lingua italiana ed a sfregio della medesima, arrivano a definire come “(…) il più bel evento di proiezione pubblica della Svizzera”, e tanti saluti tra l’altro ai cinemaniaci del “Festival”. Lo chiamano, udite bene, “upgrade limitato”.
Se non che: in ultimo, dal momento che gli organizzatori dell’annuale “kermesse” sonora hanno del Ticino un’idea tutta a misura di zurighese mai uscito oltre lo svincolo della Nordumfahrung, in piazza Grande sono comparse da qualche giorno alcune palme in vaso, con lo stesso effetto scenografico di una “coulisse” mal dipinta a fini di delimitazione del palco teatrale. Ma come? In Ticino i dendrofobici istituzionali si scagliano contro le palme giudicate ormai essere drammaticamente invasive, ed ai lunastellati tutto invece è concesso? Oh, sì: così come sono arrivate, quelle palme ripartiranno destinazione vivaio, da qualche parte. Ma a contare dovrebb’essere il messaggio. Dovrebbe.























































































