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Calci mondiali / Da Tori Penso a «To’, ripensaci» il passo è breve

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Rubrica temporanea ed estemporanea in occasione dell’evento pedatorio in corso tra Usa, Canada e Messico. Nulla di particolarmente tecnico, anzi: un mero ancorché doveroso “divertissement”.

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Serata memorabile per l’Ecuador e per i suoi tifosi, serata grama (per quanto la qualificazione ai 16.i di finale fosse già acquisita) per la Germania, scontro diretto chiuso sul 2-1 con rimonta dei sudamericani dallo 0-1, Ecuador terzo nel girone “E” e pertanto promosso tra le migliori terze classificate. Serata nefasta, invece, per l’arbitra Maria Victoria detta “Tori” Penso: da un suo errore di valutazione (suo, e di chi era deputato ad assisterla: guardalinee ed operatori della Var, per fallo non visto) il vantaggio della Germania; da un suo errore di valutazione, ad inizio ripresa, un calcio di rigore assegnato alla Germania e che solo dopo reiterate proteste dalla panchina dell’Ecuador, oltre che in forza del richiamo alla Var, è stato revocato; da suoi errori di valutazione un paio di cartellini gialli distribuiti ed un paio di cartellini gialli non sventolati; nel prima, nel mezzo e nel poi una gestione raramente attenta e spesso imprecisa, di sicuro inadeguata all’importanza del confronto ed alla posta in gioco. Spiace il dirlo, perché si confidava in una prova di “presenza”; al contrario, la prestazione offerta contribuirà a rafforzare il pensiero di quanti, per una partita di calcio maschile, non vogliono arbitri dell’altro sesso. Ed una serena analisi sulla sua prova dovrebbe fare la stessa Tori Penso, nome e cognome leggibili come autocritica per le incertezze ma anche come prodromo di invito, da parte di terzi, ad evitare altre prove imbarazzanti.