Home NEWS IN HOME “Buvette” al nuovo stadio di Lugano, passata la festa, Gabbani lo… salto

“Buvette” al nuovo stadio di Lugano, passata la festa, Gabbani lo… salto

0
12

Si erano detti pronti a risolvere i problemi ed in grado di risolvere i problemi; si erano dichiarati dispiaciuti (vabbè, con una comunicazione dai contenuti vagamente autoassolutori e con toni ammiccanti e minimizzanti), affermando peraltro che i loro “stress test” erano stati soddisfacenti e che quindi boh, forse c’era stata una sottostima delle affluenze possibili nell’impianto; non erano entrati in materia sull’effettiva entità del danno causato e di altre questioni su cui invece il cliente finale aveva avuto motivo di protestare, non esclusa la sgradevolezza di vari comportamenti da una parte – sicuramente minima, ma c’era – del personale. Sia come sia, oggi ovvero quando dall’infausto evento sono trascorsi soli 13 giorni essi si ritrovano a dover constatare di aver perso il contratto (e quale contratto: triennale, in esclusiva, come prima “tranche” rinnovabile): non saranno infatti più i responsabili della “Gabbani Sa” a gestire i servizi di bar e ristorazione – dicasi “catering” per comodità di riferimento – al nuovo stadio di Cornaredo in Lugano, casa del Football club Lugano la cui dirigenza, come già qui ed ampiamente raccontato (vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/a-margine-se-vogliono-davvero-scusarsi-per-prima-cosa-cambino-tono), a tale azienda aveva affidato un incarico “al compimento di un approfondito processo di selezione” ed altro ancora, come da nota-stampa diffusa nella prima decade di marzo. Tutto come non detto, un fiammifero acceso ed accordo ridotto in cenere: a confermarlo, dopo che nelle ultime ore il sussurro si era fatto voce tonante tra gli addetti ai lavori e per avere di ciò contezza era bastato un salto tra piazza Cioccaro e via Giuseppe Motta e via Nassa, è stato oggi Martin Blaser, amministratore delegato della società sportiva. La separazione sarà ufficiale, e per quale motivo non si è capito bene, con decorrenza dalle ore 24.00 di martedì 30 giugno.

Della vicenda si è detto e raccontato tutto quel che aveva un senso ovvero quanto costituiva motivo di interesse in sede di cronaca. Alle brevi: venerdì 5 giugno, inaugurazione ufficiale del complesso realizzato a sostituzione del “vecchio” Cornaredo e con appuntamento agonistico ben calibrato ossia una partita ufficiale di qualificazione ai Mondiali di calcio femminile, ospite la Nazionale maltese che sul campo buscherà sei pere dalle rossocrociate, insomma concetto bello con contorno bello in contesto bello, ottima opportunità anche per promuovere il senso di appartenenza e per far risaltare la soddisfazione dell’essere giunti al traguardo di un progetto su cui, come tutti sanno, non poche erano state le perplessità all’avvio; le cose vanno dunque bene ed anzi benissimo sul campo, mentre sulle tribune serpeggia il malcontento tra coloro che per un birrino e per un panino, a parte i prezzi da cucina “gourmet” (vedasi anche ), sono costretti a fare file che manco se si fosse al botteghino per gli “Ac/Dc” in estemporaneo concerto sul posteggio. Code a parte, i prodotti scarseggiano e finiscono in meno di un “amen”, alcuni addirittura prima che sia battuto il calcio di inizio della partita; qualcuno la prende maluccio, qualche altro tizio dice chiaro e tondo che così non si fa e che quelli del Football club Lugano si sognano di rivederlo ai tornelli di ingresso, qualcun altro prende debita nota e rileva anche il caos accessorio, compresa la conclamata incapacità del soggetto cui era stato deputato il mero compito di compilare il listino-prezzi, e capirete che la cosa si presta a motteggi ed urlacchiate di scherno quale atto minimo sindacale. Il tempo di buttare un pezzo in pagina (l’ha fatto “Il Giornale del Ticino”, l’hanno fatto i colleghi di altre testate, chi di clava e chi di fioretto e chi zampettando lieve sui gusci d’uovo) ed ecco intervenire gli specialisti del pompieraggio: ci sono stati disguidi, abbiamo udito lamentele, era la “prima” ed è spiacevole che ciò sia accaduto ma si farà di meglio la prossima volta (al che uno si sarebbe potuto prefigurare un possibile peggio sulla falsariga del terremoto e dell’inondazione e delle cavallette di Jake Blues nei “Blues brothers”), e poi anche un giro di supercazzole categoria corso di “marketing” per corrispondenza. I “social” anche a questo servono, nella declinazione di taluni: a troncare e sopire, sopire e troncare.

L’unico troncamento di cui abbiasi invece ora notizia è pertinente alla conclusione bruscamente anticipata del rapporto di collaborazione: “Di comune accordo”, sostiene Martin Blaser, ed alzi la mano il miserabile che oserebbe mettere in dubbio cotanto asserto. Curioso lo sviluppo: essendovi stata una fase di accurata selezione, si suppone che alla chiama si fossero manifestati anche altri potenziali interlocutori e che da costoro fossero giunte autorevoli proposte; se il primo fa fiasco, di solito si chiama il secondo, un collega trovò lavoro alla fu “Gazzetta ticinese” (storia di quasi 40 anni addietro) perché rispose al telefono fisso alle ore 8.45 di un Ferragosto e probabilmente egli si trovava al 122.o posto nell’elenco dei candidabili ma gli altri 121 erano chi al mare chi in montagna chi al fiume, per dire; ed invece alla “Football club Lugano Sa” hanno annunciato di voler procedere con mezzi propri su vettura propria e benzina propria, gestione diretta, addirittura utilizzando una specifica Sa o costituendola all’uopo. Così, sui due piedi? Beh, bravi da matti, allora. A men che ciò che è uscito dalla porta stia per rientrare in qualche modo dalla finestra, non più “Gabbani” in quanto tale ma il personale e le referenze fornite dal medesimo, o da realtà ad esso collegata, o da realtà ad esso afferente, o da realtà di cui esso sia interfaccia. Semplice ipotesi, incombendo infatti scadenze non dappoco: il Lugano si appresta all’esordio nella ConferenceLeague 2026-2027, se tutto va come deve andare il primo confronto avrà luogo in casa e fra sole cinque settimane, come ci si attrezza e chi attrezza chi e con quali attrezzi?

Beh, vedremo, anche se in società mettono già le mani in avanti ed affermano che ops, qualche disagio non mancherà (ma che è, una previsione del Tcs sul traffico di rientro da “bollino rosso”?). E, giusto perché si sta sull’argomento (vedasi anche https://ilgiornaledelticino.ch/pala-piccone-alla-buvette-prezzi-da-zuri-west-in-forma-da-itagliacano): mettere sul “menù” le lugànighe al posto delle salamelle, ed ampliare l’assortimento, e garantire prezzi più accettabili per i panini e per i tranci di pizza, e migliorare l’offerta per le bevande, e che il servizio sia condito dalla cortesia anziché dai musi lunghi. Il primo colpo è stato sparato fuori bersaglio, il secondo non potrà andare a vuoto.