Per scelta legittima (e di sicuro prodotto di una sorta di riflessione interna), e con annuncio perentorio (e di sicuro esito di prima stesura con limature nel concetto e nella formulazione), sull’odierna edizione del “Mattino della domenica” l’editrice Antonella Bignasca ha reso noto che Claudio Zali, al momento presidente del Governo cantonale oltre che titolare del Dipartimento cantonale territorio, per il “Mattino della domenica” stesso è ora un “devar aher”, un “altro da sé”, e che pertanto egli non riceverà sostegno dalle pagine del settimanale – di cui peraltro, da giovin giurista, fu uno dei primi collaboratori, ma dalle cui pagine sono di recente scomparsi rubrica ed interventi – qualora egli sia ricandidato al Consiglio di Stato in sede di assemblea della Lega dei Ticinesi. Motivo espresso: al netto delle vicende da cui Claudio Zali è al momento toccato, l’editrice del “Mattino della domenica” sostiene e ribadisce essere tale settimanale non già periodico della Lega dei Ticinesi (da esso preceduta per genesi, e notoriamente la Lega in seno al “Mattino della domenica” nacque ed al “Mattino della domenica” fu ancorata) ma “pubblicazione di area” (dunque alfiere di un “sentiment” da Centrodestra; l’editrice medesima era e resta strafavorevole all’alleanza elettorale – spezzatasi cinque settimane addietro, domani si vedrà – tra Lega dei Ticinesi e Unione democratica di Centro), e troppo marcata è o sarebbe ormai la distanza politica dal giornale che giusto nel numero di domenica 28 giugno era stato schierato su un sostegno ai soli candidati in cui il “Mattino della domenica” si fosse riconosciuto, ovvero “quelli che portano avanti i temi importanti per il presente settimanale”. Non (meglio: non più) Claudio Zali, di cui è ripresa un’affermazione specifica ossia il suo sentirsi – da leghista – “più vicino ai Verdi che all’Udc”.
Messo al margine, dunque, Claudio Zali, nel credito, per esito di una “valutazione esclusivamente politica” sicché la “recente vicenda personale” sarebbe da considerarsi cronologicamente “successiva” e tale da non costituire motivo di mutamento – semmai di asserito rafforzamento – della posizione espressa dall’editrice del “Mattino della domenica”. Messo al margine anche nella trattazione del tema: i riferimenti alla cagnara con cui altre testate stanno riempiendo pagine e dibattiti figurano in 46 più 35 righe tipografiche distribuite su due notule a pagina 3 dell’odierna edizione, collocazione in taglio centrale ed in taglio basso cioè al piede di una lunga analisi sui guai derivanti dalla proroga degli statuti “S”. Messo al margine nella rappresentanza della citata area ma anche – perché questo figura nel secondo articoletto dedicato – in forza del danno che sarebbe stato arrecato alla Lega dei Ticinesi da Claudio Zali medesimo, non avendo egli “espresso rincrescimento per le difficoltà provocate alla Lega”, non avendo egli effettuato “alcun tentativo (…) di attutire il colpo” né nell’immediato né dopo giorni e giorni, non essendosi “nemmeno degnato di interrompere le vacanze”. Messo al margine, infine, nella valutazione sulle valutazioni altrui, cioè in ciò che al “Mattino della domenica” pensano che Claudio Zali stia pensando.
Cosi come al “Mattino della domenica” (ed al “Mattinonline.ch”, dove peraltro l’ultima comunicazione in materia risale a quattro giorni addietro e nella mera forma della riproduzione di un comunicato di fonte Lega dei Ticinesi per un totale di 681 caratteri tipografici), qui a bottega facciamo il pane con la farina che abbiamo, e si è di ben diverso avviso sulla quasi totalità – se non sul 100 per cento – sia degli argomenti sia delle modalità di costruzione della vicenda, di indagine sui fatti (sempre che di fatti con una valenza reale si tratti) e di trasmissione al pubblico. Su una cosa ha ad ogni modo ragione l’estensore del secondo articolo comparso a pagina 3 del “Mattino della domenica” (il secondo, quello siglato “Mdd” e che si presume sia espressione del direttore responsabile Lorenzo Quadri), e si enuclea dal testo: a Claudio Zali non fa difetto l’intelletto, quell’intelletto che lo rese “rara avis” in magistratura e che lo portò ad una conduzione magari non perfetta (l’imperfezione appartiene all’uomo) ma congrua, e coerente, in Governo dal 2013 ad oggi, passando intatto attraverso procelle politiche e processi mediatici ed avendo agito ripetutamente quale mediatore e pompiere ma senza sconti a chicchessia, compresi gli alleati e/o gli stessi ex-alleati. Alle brevi (martedì, pare) risulta essere in convocazione una riunione dei vertici leghisti per presa d’iniziativa da parte di Daniele Piccaluga segretario; a tale incontro forse sarà presente o forse interverrà o forse aderirà da remoto anche il menzionato presidente del Governo cantonale; e, sempre sulla filiera dei “forse”, scopriremo e capiremo chi stia o sia o (si) sia realmente messo al margine.























































































