Calma, prima che si parli d’uno scandalo; calma, prima che si parli d’una o di più appropriazioni indebite. Calma; ma per identità dell’interessato, per nome e valenza della realtà al cui comando si trova(va) e per risonanza dell’accaduto, qui si è alle prese con un fatto clamoroso. Enzo Lucibello, 63 anni, per 15 (e sino al marzo 2018) alla guida della “Mediamarkt” di Grancia, è stato esautorato dalla presidenza della “Disti”, organizzazione sotto la quale sono rappresentate le istanze dei principali operatori della grande distribuzione organizzata e dei centri commerciali; siluramento maturato nelle scorse ore, ma sull’esito – così consta da dichiarazioni unilaterali, cioè formulate in una nota-stampa fatta pervenire ad alcune testate cantonali – di accertamenti che sarebbero stati esperiti sul medio periodo. Storia che rischia di approdare – se non ci è già arrivata – sui tavoli del ministero pubblico, chiarissima essendo la contestazione espressa nero su bianco: “Utilizzo improprio di fondi dell’associazione”, con una ben precisa persona individuata e cioè “il presidente” (ora “ex”, s’intenda). Un uso di cui, tra coloro che stanno sulla tolda di comando della “Disti”, nessuno sarebbe “stato debitamente informato”.
Al netto dei termini in cui l’accusa è stata espressa, si direbbe che la crisi interna sia precipitata con una certa rapidità: discrepanze rilevate, dirigenza informata, forse un confronto diretto con Enzo Lucibello “in persona”, comunicazioni all’assemblea, e dall’assemblea l’acquisizione del mandato “a tutela dell’associazione e dei suoi associati, anche con il supporto di specialisti esterni”; in parole semplici, si profila l’avvio di una serie di corpose e “necessarie” azioni legali. Nel frattempo, via le deleghe, via le prerogative, via la titolarità, via la rappresentanza della “Disti”, tolte le chiavi, svuotati o fatti svuotare i cassetti della scrivania, et cetera, Nulla figura in verità sul sito InterNet dell’organizzazione; certo è il fatto che si tratta di una vera e propria espulsione con preteso addebito di colpa. L’oggetto delle contestazioni è un ammanco o una serie di ammanchi, forse come prelievo per spese che non sarebbero state preventivamente autorizzate in sede contabile, forse come storno “tout court” di risorse, valendo per ora un apodittico “(…) ha gestito i fondi dell’associazione in modo improprio”; nessuna notizia è stata fornita circa l’entità delle perdite che i residui vertici “Disti” sostengono di aver subito a causa del comportamento dell’ora ex-presidente. La transizione sarà garantita dagli altri membri del Comitato direttivo dell’organizzazione, nata nel 1984 e che proprio in un’assemblea dell’anno 2008 si era affidata ad Enzo Lucibello per il rilancio.























































































