Di buono c’è il fatto che ha 20 anni, compiuti ad aprile. Di buono c’è il fatto che ha la testa sulle spalle, il che non guasta. Di buono c’è il fatto che è un discatore nazionale in filiera delle giovanili, nel senso che lo si è visto dalla “Under 16” alla “Under 20” ed uno da Selezioni rossocrociate, ai giorni nostri e con certi chiari di luna e soprattutto che decida o accetti di venire in Ticino mentre altri prendono l’aere, fa ovviamente piacere. Di non buono, invece, Jordan Forget annunciato oggi all’ingresso nell’organizzazione dell’AmbrìPiotta in National league porta un triennio sulle piste della Quebec Maritimes junior hockey league, dapprima con gli Shawinigan Cataractes e nell’ultima metà della scorsa stagione con i Victoriaville Tigres, totale 23 goal e 34 assist in 196 partite, statistiche non straordinarie per un attaccante; e qui entra in gioco la metà oscura del ragionamento formulato poc’anzi, potendo i tifosi biancoblù domandarsi a questo punto come mai altri non abbiano offerto un contratto al giocatore, o ne abbiano magari proposto uno ma a condizioni peggiori rispetto a quelle messe sul piatto in Leventina, stante la penuria di elementi interessanti ed indigeni quale Jordan Forget è (sì, d’accordo, è nato a Trois-Rivières in Canada, ma l’intera sua esperienza agonistica si è dipanata in Svizzera fra Tramelan, Losanna e ForwardMorges, ed ha doppia cittadinanza al pari del padre Dominic Forget naturalizzatosi per lunghissima militanza tra il giugno 2006 e l’aprile 2024, con una sola e brevissima parentesi in Giappone, con le maglie della ChauxdeFonds, del Visp, del ServetteGinevra, del Kloten e del Winterthur, più una licenza “B” staccata a fine campionato 2014-2015 proprio con l’AmbrìPiotta).
Nessuno si aspetti di trovare in Jordan Forget un clone del babbo: per misure è anche un po’ più alto (180 centimetri contro 175) ed un po’ più pesante (80 chilogrammi contro 77), il “curriculum” sembra tuttavia inimitabile nell’oggi e nel domani, per i numeri di Dominic Forget andate a dare un’occhiata in giro e tenete conto dell’essere stato quel giocatore un formidabile crivellatore di gabbie dalle giovanili alla Echl, a suo danno il solito discorso sull’essere troppo piccolo per le esigenze della Ahl (dove passò, ma con scarsa fortuna) e della Nhl; al neoacquisto, che per ora non pare in grado di spostare equilibri, vada in ogni caso l’augurio di lunga vita e prosperità agonistica, in questo caso almeno quanto si riconosce al padre che tra l’altro, alla bell’età di 45 anni ed a distanza di tre dal giorno del ritiro ufficiale, si sta allenando per il rientro quale apporto di qualità all’organico dei Neuchâtel YoungSprinters, in rifondazione con ripartenza dalla Terza lega dopo la retrocessione nella primavera scorsa. Alla prosecuzione della “strategia di costruzione del futuro” (beh, impossibile sarebbe la costruzione del passato: pesare le parole, signori, pesarle…) ed al “ringiovanimento della rosa” fanno cenno i vertici societari; chiacchiere e discorsucci cui nemmen si può più dar peso. E, ferma restando la sostanziale fragilità del senso stesso di quel che ad un tempo si intendeva per “durata” del contratto, due anni possono essere molti o pochi: qui di Jordan Forget si parrà la nobilitate.



