Home CULTURA Lugano, un secolo di “ipermente” alla “Galleria Allegra Ravizza”

Lugano, un secolo di “ipermente” alla “Galleria Allegra Ravizza”

Dalla letteratura di fantascienza sino agli “avatar”, con audaci transiti attraverso la “Guerra fredda” ed i primi videogiochi di ruolo, il senso e lo spirito della mostra “Net jumps” che fra venerdì 28 maggio e venerdì 30 luglio sarà fulcro dell’interesse alla “Galleria Allegra Ravizza” negli spazi di piazza Cioccaro 7 a Lugano. Spazio percepito, livelli di informazione ed interazione extramaterica i tre riferimenti concettuali tra opere, installazioni e messaggi di Igor Eskinja (croato, da Fiume, base a Zagabria), Franklin Evans (statunitense, da Reno nel Nevada, base a New York) e Federico Luger (venezolano con ascendenze italiane e croate, da Caracas, basi a Milano ed a Maloggia in Comune di Bregaglia), sul filo di una ricerca storica legata al tema della “ipermente” – una capacità che va “oltre” e “sopra”, per dire in termini prosaici, con proiezione dell’essere umano verso più e più livelli astratti – e sviluppata nell’arco di un secolo esatto. Tre soggetti incardinati su un “Leitmotiv”, ma non solo: Federico Luger, alla sua “Fl gallery” nella metropoli lombarda, ha più volte accolto e valorizzato opere degli altri due; tra gennaio e marzo dello scorso anno, proprio alla “Fl gallery”, sia Igor Eskinja sia Franklin Evans erano punti di forza nell’allestimento “HyperGames” cui furono chiamati a compartecipare con Danilo Buccella, Bruna Esposito, Diango Hernández, Edgar Orlaineta e Luca Pozzi; in mostra personale, tra aprile e maggio 2019, Igor Eskinja; e di Franklin Evans, proprio in questo periodo, sono vari lavori proposti sotto il tema “Revolver” ed a fianco di materiali che recano le firme di Art Shay, Diango Hernández, Edgar Orlaineta, Raúl Cordero, Bruna Esposito e Dario Ghibaudo.

Quale riferimento di partenza per la collettiva in sede luganese, anziché la data di uscita – aprile 1926; è l’ordinario punto convenzionale di cesura tra “vecchia” e “nuova” letteratura nel contesto della “science fiction” – del primo numero di “Amazing stories”, i tre artisti hanno optato per il 1921 sull’esordio drammaturgico di Paolino Ruggero Vasari, che fu figura magari non notissima ma decisiva nel descrivere i contorni di quel che in letteratura fantascientifica conosciamo come “futuro distopico” in derivazione – ed in contraddizione – del più comune “futuro utopico”. Del 1921, quando l’autore aveva solo 23 anni, fu infatti la raccolta di scritti giovanili dal titolo “Tre razzi rossi”, cui fecero séguito “La mascherata degli impotenti” (1923) e soprattutto “L’angoscia delle macchine” (1925, ma su prima concezione anch’essa risalente al 1921 così come del 1921 furono le prime tracce di “Tung-ci”); all’“Angoscia delle macchine”, peraltro, Paolino Ruggero Vasari rimase particolarmente legato, pur agendo nel tempo anche su altri profili letterari e culturali, dalla poesia alla pittura alla divulgazione, dall’organizzazione di mostre alle traduzioni, ed ancora dalla conduzione di un vero e proprio “salotto letterario” alla titolarità dell’agenzia di informazioni “Centraleuropa”.

Esposizione da affrontarsi con curiosità e con voglia di apprendere, dunque, quella che albergherà alla “Galleria Allegra Ravizza”; spiace l’essere impossibile, per noti problemi esogeni, un inquadramento del progetto in contesto più ampio e capace di far intuire le fondamenta su cui Federico Luger, Franklin Evans ed Igor Eskinja hanno costruito questo viaggio “con” il tempo anziché “nel” tempo. Non è detto che l’opportunità non venga; per ora si faccia perno sul notevole catalogo – “integrato” da contenuti multimediali – della mostra e sulla possibilità di confronto durante il pomeriggio inaugurale, giovedì 27 maggio, ore 14.00-20.00. Accesso alle sale dal lunedì al venerdì, ore 11.00-18.00, ed il sabato su appuntamento. In immagine, Federico Luger con Igor Eskinja.