La piazza d’onore, quella, manco più parlarne ma già da domenica scorsa, per improvvida insipienza dell’arbitro Alessandro Dudic (due rigori dati, nessuno esistente) e per propria ed infelice attitudine (Ezgjan Alioski a bruciarsi il 2-2, dal dischetto, al minuto 98, contro il San Gallo oggi festevole). Almeno per il terzo posto al traguardo della stagione 2025-2026 nel calcio di massima serie, rimettendo cioè sui cardini le persiane all’ultimo istante e stavolta con un 2-2 che c’è, resta in lizza il Lugano che al minuto 89 si ritrovava quarto e scavalcato in classifica dal Sion oggi avversario sul campo, mentr’invece all’ultimo turno di campionato i bianconeri si presenteranno domenica con margine pari a due lunghezze sui vallesani ed avendo impegno casalingo con il Basilea mentre al Sion stesso toccherà una trasferta a Berna, in sfida allo Youngboys oggi tumultuoso e travolgente sui frammenti del Thun di scorta; facili i conti, vittoria uguale sicuro podio, pareggio contro vittoria esterna del Sion uguale problema, et cetera. A salvare capra e cavoli, nella circostanza, Antonios Papadopoulos proprio sullo scoccare del 90.o, dopo conclusione rimpallata ad Elias Pihlström; al che si potrebbe anche dire che ogni tanto c’è un po’ di giustizia, a questo mondo, se non fosse che il Lugano si era infognato con mezzi propri in otto orrendi minuti fra il 55.o ed il 63.o, due regali sfruttati prima da Ilyas Chouaref con il destro e poi da Baltazar Costa “Batata” Rodrigues de Oliveira con il sinistro, a ribaltamento del provvisorio vantaggio costruito al 31.o grazie a Georgios Koutsias (sì, giornata tutta all’insegna di Lorenzo Rocci e del suo vocabolario, per quanto Antonios Papadopoulos passi nei registri sotto nazionalità germanica); fosse andato a bersaglio e non sul palo sinistro un tiro di Winsley Boteli al 67.o, ci troveremmo ora a raccontare altra e pessima storia.
Sunto dei discorsi di qualche interesse: un punto guadagnato e due tolti al concorrente, bene; prestazione al pari nel possesso-palla ma con congruamente maggior numero di occasioni avute, bene ed anche male; due soli tiri dei padroni di casa nello specchio della porta del Lugano, due goal, male; incocciamento di un terzo tiro sul citato palo, bene ma anche male; David van Ballmoos in porta, metà a metà perché in uno dei due casi pareva d’essere davanti al presepe meccanico di Quinto quando le figure si bloccano per assenza di carica; post-partita discutibile nelle parole di Mattia Zanotti, che circa il modulo adottato dal suo allenatore si è espresso maluccio, ma si sa, il bresciano ambisce ad altri lidi e se ne andrà e si sente già con un piede e mezzo fuori da Cornaredo (le offerte ci sarebbero anche, ma a quanto sembra sotto specifica condizione di apprezzamento. In parole semplici: è discreto, ma per certi livelli c’è in giro di meglio. Forse non era né il momento né il caso di scaldare i fornelli, ecco).
E ora, aspettiamo anche per via del fatto che altro non possiamo fare. In un’annata come questa, mentre nel Sopraceneri si odono sirene che nulla hanno a che fare con gli esseri mitologici da Omero ad Apollonio Rodio, abbiamo un disperato bisogno di buone notizie.
I risultati – Torneo per il titolo: Basilea-San Gallo 1-3 (oggi); Sion-Lugano 2-2 (oggi); Thun-Youngboys 3-8 (oggi). Torneo per la salvezza: Grasshoppers Zurigo-Winterthur 3-2 (martedì); Lucerna-Zurigo 1-0 (martedì); Servette-Losanna 2-0 (martedì).
Le classifiche – Torneo per il titolo: Thun 74 punti; San Gallo 69; Lugano 64; Sion 62; Basilea 56; Youngboys 54. Torneo per la salvezza: Lucerna, Servette 50 punti; Losanna 42; Zurigo 38; Grasshoppers Zurigo 30; Winterthur 23.






















































































