Difficile il far peggio, in termini di comunicazione, rispetto alla ormai ex-dirigenza dello sbandatissimo Bellinzona calcio; ma sì, quelli che un paio d’anni addietro si erano sbilanciati promettendo il salto di categoria cioè il ritorno dei granata in massima serie (messaggio: “Insieme verso la promozione”; successiva reinterpretazione: “Fede nel destino”). Certo che anche dalle parti di Lugano i fenomeni del “marketing” continuano a combinarne una dopo l’altra: nel calcio, in marzo, avendo messo Mattia Bottani quale “testimonial” della prossima campagna abbonamenti per la prima squadra in massima serie, quand’invece il giocatore era ormai fuori dai piani della società bianconera, cosa confermata da lì a poche settimane; nell’hockey, adesso, per pari tipologia di ricerca essendo stata scelta l’espressione “Lugano è hockey” cioè un testo – e lo si dice da sponde di “màiagiàzz” conclamati e che pongono il Ticino davanti a tutto – che suona arrogante rispetto alle altre discipline convergenti sul Ceresio. Ma come? Sta per essere portato all’uso il nuovo stadio e sta per andare alle finiture – vabbè, serve ancora un po’ di tempo, ma cosa fatta capo ha – il nuovo Palasport polifunzionale, per di più con rivalorizzazione del comparto in quartiere Cornaredo e dunque con chiaro cointeressamento “vis-à-vis” dell’area reseghina pertinente al territorio comunale di Porza, ed all’Hockey club Lugano non si accorgono della prevaricazione insita in uno “slogan”? Strano.






















































































