Amen. De profundis clamavi ad te; il Bellinzona perde e crepa, retrocessione anche aritmetica, ora, dopo quella virtualmente determinatasi nel turno del fine-settimana; niente più cadetteria pedatoria; in teoria ritroveremo la squadra ai nastri di partenza della Lega promozione cioè della terza serie nazionale, fra qualche mese, ma questo è ragionamento che per l’appunto vale solo in teoria, vedasi fra qualche paragrafo se si avrà ancora la voglia di leggere, e se avremo trovato noi la voglia di scriverne.
Fine, capolinea. Al minuto 52 di Bellinzona-Wil, sul goal dell’1-2 dopo recupero dallo 0-1 (24.o, rigore trasformato dal nostranissimo Simone Rapp) all’1-1 (45.o, altro rigore e timbro di Willy Vogt che è uno dei tre a salvarsi in questa disgraziatissima stagione dei sopracenerini nel calcio cadetto), mentre ancora Luuk Breedijk stava esultando con moderazione per via del suo sinistro a bersaglio, al minuto 52 di Bellinzona-Wil, dicevamo e ribadiamo, al “Comunale” la storia dei granata si è afflosciata, si è spenta, è morta; in quel momento hanno ammainato bandiera e se ne sono andati dallo stadio i residui tifosi autentici, quei “B-boys” che per 34 giornate e mezzo avevano ingoiato fiele e tutto avevano accettato anche a costo di rimetterci in salute. Sono usciti, hanno detto che basta, la musica era finita. Il Bellinzona avrebbe provato ancora a risalire la china, sì, segnando il 2-3 (Aarón Rey, altro rigore, 79.o) in replica all’1-3 del 67.o (Loris Schreiber) e chiudendo sul 2-4 (destro di Marwane Hajij a chiusura di un contropiede, 84.o); ma ormai si trattava di “garbage time”, e per via della differenza-reti rispetto allo StadeNyonnais – che è salvo già da stasera, pur avendo perso e pur dovendo disputare ancora un incontro – non sarebbe del resto stata sufficiente nemmeno una vittoria a basso scarto, anche nell’eventualità remotissima di un arrivo a pari punti. Oh, circa la partita in sé vi è poc’altro da dirsi: sei tiri per parte, sei reti nel complesso (ma con il menzionato sbilanciamento), possesso-palla al pari, due contro due persino i cartellinii gialli, cose così. Nel frattempo, sul terreno del centro sportivo di Colovray a Nyon i padroni di casa stavano gioiosamente tracollando contro lo StadeLosannaOuchy, avendo subito l’1-2 al 74.o e l’1-3 (poi risultato stampatosi sul tabellone) all’89.o, ma si sa che esistono sconfitte dal valore superiore a quello d’una vittoria e questo era il caso, appunto.
Va al tappeto dunque il Bellinzona degli improvvisati, dei padroni in subentro ma ho un piede fuori e non vengo e magari vengo e voglio comandare e cambio tutto e non cambio nulla, degli acquisti in corso d’opera e degli ingaggi che non si sa bene se saranno onorati (il saldo di una fetta, come si sa, ebbe luogo solo grazie allo svincolo di una garanzia…) e delle azioni forse pagate e forse non pagate, degli Juan Carlos Trujillo e dei suoi sodali da cui erano state promesse accademie del calcio e progetti di emersione dal limbo della Challenge league (quale ovvove, signova mia, in questa categovia…) mentr’invece pare che ora sia in corso anche il disimpegno da altro progetto in altro Paese; e la bieca realtà è data ora da un altro impegno da onorarsi sul campo, cioè venerdì per la 36.a ed ultima giornata con trasferta alla “Fontenette” di Carouge, canonico contuntubo per la classifica ma vicino allo stadio c’è perlomeno un’apprezzabile pizzeria a prezzi quasi italiani, Correggiamo, sì che s’ottemperi anche all’impegno preso malvolentieri sulla chiusa del primo paragrafo: per il giorno dopo ci si aspetta che la proprietà finalmente parli e spieghi quando metterà i quattrini sul piatto per chiudere la stagione al pari (se non di risultati, almeno nella contabilità), e con quali strumenti e con quali mezzi e con quali aspettative sarà affrontato il torneo 2026-2027 nella categoria inferiore. Scusate, come dite, voi lì in terza fila? Che non ci sarà nessun Bellinzona in Lega promozione? Che fra poche ore sarà dichiarata l’impossibilità di proseguire? Che anche questa volta sarà dichiarato fallimento? Che si ripeterà la storiaccia dei tempi di Gabriele Giulini, il quale almeno spendeva atti di impegno e mise la faccia, pur nell’imminenza del tracollo finanziario, in quella drammatica conferenza-stampa in cui poco mancò che i cronisti andassero a tirargli su il morale, tant’egli mostrava i segni della prostrazione? Ma no, non può essere, vi sbagliate. Ma poi, insomma, dalla società non ci hanno forse intimato di aderire pedissequamente alle informazioni da fonte ufficiale? Questo vuol dire che Juan Carlos Trujillo arriverà a sanare tutto ed a rianimare la piazza, ed a garantire un futuro radioso ancorché oggi si stia soffrendo.
Per completezza di cronaca, informasi il colto ed inclito pubblico circa il fatto che, sull’altro versante della graduatoria, la sfida tra Vaduz ed Aarau per la promozione diretta al massimo campionato ha preso stasera una piega inattesa: in vetta, con margine di una lunghezza sulla compagine del Principato, è salito infatti l’Aarau stesso vincitore del confronto diretto, su campo avverso, grazie al 2-1 infilato al 94.o dal difensore David Acquah grazie a prezioso ed intelligente suggerimento di Nassim Zoukit; fra quattro giorni il Vaduz sarà ospite del Wil mentre alla neocapolista toccherà l’impegno interno con l’Yverdon. Nulla è deciso, anche se…
I risultati – Bellinzona-Wil 2-4; Vaduz-Aarau 1-2; NeuchâtelXamaxSerrières-ÉtoileCarouge 3-0; StadeNyonnais-StadeLosannaOuchy 1-3; Yverdon-RapperswilJona 3-1.
La classifica – Aarau 79 punti; Vaduz 78; Yverdon 66; NeuchâtelXamaxSerrières 49; StadeLosannaOuchy 47; RapperswilJona 41; Wil 40; ÉtoileCarouge 39; StadeNyonnais 28; Bellinzona 22.























































































