Nell’annunciare la prossima introduzione dei cosiddetti “minidistributori automatici” per l’acquisto di biglietti singoli nel sistema del trasporto pubblico in Ticino (contesto consortile Abl-Amsa-Arl-“AutoPostale”-Fart-Snl-Flp-Tpl; vedasi in altra parte del “Giornale del Ticino”), giustamente – nel senso che è giusto che ciò sia reso noto – chi si occupa della comunicazione per conto della “Autopostale Sa” avverte l’utenza del trattarsi di nuove modalità di pagamento in sola modalità elettronica. Molto meno sopportabile, ed anzi respinto come inammissibile, il tono sussiegoso che sta dietro a certe affermazioni: saranno infatti organizzati “corsi di formazione” (nientemeno che i “corsi di formazione”. Per caso, con rilascio di titoli accademici anziché di viaggio?) per “le persone poco avvezze al mondo digitale”. Eh, certo: se non sei “avvezzo al mondo digitale”, insinuano ed anzi ti dicono, dovrai rassegnarti ad avere sempre maggiori difficoltà nel salire su un bus e su un treno. E di più: “Per le persone meno affini al pagamento digitale, resta inoltre garantita la possibilità di ricevere consulenza in uno degli oltre 30 punti-vendita presenti sul territorio ticinese”, nel senso che qui si potrà far uso dei contanti (incredibile, vero?) per l’acquisto di “biglietti, abbonamenti o carte-valore prepagate”, cioè di quelle stesse “carte-valore” da utilizzarsi in un secondo tempo agli automatici delle “selezionate fermate” o a bordo dei mezzi.
Una chiara e semplice risposta: se non siete avvezzi all’esistenza del denaro contante, problema vostro; se implicitamente affermate che è “out” chi dei pagamenti in forma digitale faccia – come fa – a meno e volentieri a meno (esempio? Una qualunque nostra zia 85enne che di quando in quando sale sul bus per andare al camposanto a salutare i suoi cari e di quando in quando sale sul bus per andare a fare la spesa), forse non siete al posto giusto, almeno per quanto riguarda l’attitudine ai rapporti umani ed all’almeno equa considerazione di quelle generazioni che del vostro “pagamento digitale”, anche per darvi un tetto ed un letto e due pasti il giorno e per crescervi e per mandarvi a scuola, non hanno mai avuto bisogno. Su una cosa avete tuttavia ragione: c’è bisogno di “corsi di formazione”. Al rispetto del prossimo, per incominciare, da parte di chi magari e senza magari faticherebbe a disegnare una “O” persino con l’ausilio del bicchiere, perché eh, dovete capire voi trogloditi, noi “ci” abbiamo l’intelligenza artificiale.
E non è tutto, ma per ora basti.























































































