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Acquarossa frazione Leontica, cerchio chiuso: trovato morto l’uxoricida di Faido

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(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 11.46) Resti umani sono stati trovati, nel corso degli accertamenti condotti dopo un’esplosione (per la sintesi, vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/uxoricidio-allospedale-di-faido-vittima-una-degente-in-fuga-luomo) avvenuta nella prima serata di ieri ed in séguito alla quale tre agenti della Polcantonale erano rimasti feriti, in uno stabile di Acquarossa frazione Leontica. Da presumersi che trattisi del corpo, o di quel che di un corpo rimane, del 59enne cittadino svizzero – residenza in Valle di Blenio, nota figura in contesto imprenditoriale quale titolare di un’azienda di manutenzione delle funivie e già capotecnico degli impianti al Nara – che intorno alle ore 19.25 di giovedì, nel parco antistante il presidio nosocomiale di via Ospedale 26 a Faido, si era reso responsabile dell’uccisione dell’ex-moglie, una 56enne con domicilio ad Acquarossa frazione Corzoneso, già alle dipendenze dello stessa struttura per ruoli professionali in àmbito infermieristico e lì temporaneamente degente. A conferma di una voce riportata già ieri dal “Giornale del Ticino”, consta ora il fatto che attorno alle ore 18.50 di ieri, ovvero poco prima di causare l’esplosione – forse con un ordigno autocostruito, forse dopo aver saturato di gas uno o più locali dell’edificio nel nucleo del paese – e l’incendio da cui l’edificio è stato distrutto, il 59enne aveva esploso alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo di terze persone, forse con la stessa pistola utilizzata per sparare alla testa della già coniuge, da distanza ravvicinata, esiziale lo sparo.
Sulla scorta degli elementi acquisiti e dei materiali raccolti, le ricerche del fuggitivo sono state interrotte già nel corso della notte, con dismissione del dispositivo attivato su larga scala e che era stato rafforzato proprio nell’area delle Tre valli, dove indizi convergenti avevano indotto gli inquirenti a supporre che l’uomo si trovasse.

L’identificazione formale avrà luogo secondo l’ordinaria procedura. In corso anche le valutazioni sullo stato degli altri edifici che, a causa della prossimità con l’abitazione esplosa, erano stati interessati dalle fiamme, imponendosi contestualmente lo sgombero forzato di quattro persone cui era stato dato alloggio temporaneo in strutture pubbliche. Secondo una nota-stampa – la seconda sulla vicenda nel complesso; nella prima erano state fornite sommarie informazioni circa il fatto di sangue a Faido – diffusa alle ore 10.00 di oggi dal portavoce della Polcantonale, nel corso della ricognizione all’interno dell’immobile è stato trovato altro materiale esplosivo. L’inchiesta è nelle mani della procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.