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Calci mondiali / Meglio intrusi dell’arte pedatoria che intrusi del giornalismo

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Rubrica temporanea ed estemporanea in occasione dell’evento pedatorio in corso tra Usa, Canada e Messico. Nulla di particolarmente tecnico, anzi: un mero ancorché doveroso “divertissement”.

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Guai a noi ed a tutti se sullo sport non si potesse ironizzare. Leggiamo tuttavia su altro quotidiano che una certa compagine approdata ai quarti di finale dei Mondiali pedatori in corso si sarebbe aggiudicata “tout court” il premio come intrusa, vero e proprio “dark horse” giunto “dove non lo aspettavano”, “non proprio al galoppo”, “senza punte e senza spigoli”, e del resto “non c’è Mondiale in cui non arrivi in semifinale una squadra opaca e imprevista, fuori fuoco anche quando si mette in posa”. Di più: “Conosciamo quasi tutti i tuoi uomini, li abbiamo visti in serie A e ci chiediamo spesso perché loro siano qui e i nostri a casa”. La chiosa: “Il mistero è una fonte di sopravvivenza”. Tutto ciò nelle scorse ore sul quotidiano italiano “la Repubblica”, con foto dedicata alla Rossocrociazia. Che magari tornerà a casa dopo aver affrontato l’Argentina a Kansas City (Missouri, Usa) alle ore 3.00 di domenica secondo il fuso di Sommascona, d’accordo, ma che qualcosa ha combinato, tanto per iniziare riuscendo ad accedere alla manifestazione così come altre 47 selezioni nazionali. Tra le quali – è una mera constatazione – non c’è quella che tanto piace all’astioso collega dell’indubitabilmente rilevantissima testata di Tricoloria. Intruso, chi?