Home SVIZZERA A margine / Lavorano «per la sicurezza sovrana». Di che stare tranquilli…

A margine / Lavorano «per la sicurezza sovrana». Di che stare tranquilli…

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Un gruppo di delinquenti sotto la sigla “Akira”, come anticipato stamane sui canali Ssr-Srg, ha ottenuto denaro dai responsabili della filiale statunitense del colosso “Ruag” in cambio della restituzione di una signfiicativa quantità di dati informatici – trattasi di informazioni militari, trattasi di azienda federale, n’est-ce pas? – trafugati lo scorso anno. La conferma è giunta direttamente da Jürg Rötheli, presidente del Consiglio di amministrazione; non resa nota la cifra, relativizzata nelle dichiarazioni (“Una somma minore”, è stato detto; minore di che?); pare che a suggerire di cedere al ricatto siano stati alcuni legali negli States; per di più la Berna confederale, che qualcosina (nevvero?) ha a che vedere con la proprietà, non era stata informata prima che il pagamento avesse luogo. Al netto di ogni altra ipotesi e di ogni altra considerazione: nel momento stesso in cui un delinquente riesce ad entrare nei sistemi della “Ruag” ed a prelevare indebitamente dati sensibili, un dubbio si impone circa i sistemi di controllo ed i livelli di sicurezza e la classificazione delle informazioni (tradotto: se ti rubano l’indirizzo e il numero di telefono dell’addetta alla mensa aziendale, cosa spiacevole per il furto in sé ma non drammatica per le conseguenze; se si appropriano tecnologia ed elenco dei contratti in essere, magari le cose sono un po’ più serie).

Potremo discutere e discettare all’infinito, in assenza di indicazioni e di precisazioni e di risposte (né indicazioni né precisazioni né risposte arriverebbero nello specifico, anche qualora fossero posti quesiti su misura di notizia), circa il contesto estorsivo. Un ottimo e competente amico e professionista, cui siamo grati per la rapida e puntuale consulenza, suggerisce due scenari: a) i “backup” funzionavano ed erano recuperabili, ergo i vertici “Ruag” si sono arresi ai ricattatori in prima sede al fine di tentare di evitare che i dati fossero diffusi; b) anche i “backup” sono stati compromessi, e sarebbe pertanto stato o difficile o impossibile il ripristino, e pertanto il versamento del riscatto ha avuto luogo tanto per i dati cifrati quanto per quelli rubati. Non esattamente il meglio nel caso di un’impresa il cui “claim” pubblicitario è “Per la sicurezza sovrana”. Ma poi, di principio: stiamo parlando della “Ruag”, non dell’agriturismo “Da Tonia e Tonio” di Foroglio ovest, non dell’associazione “All together whatever it takes” di Seseglio, non del circolo scacchistico “Torri e regine fanno una brutta fine” di Pizzamiglio. Fate voi.