Home NEWS IN HOME Calcio / Bellinzona, la partita più difficile: un filo sottile fra vivere...

Calcio / Bellinzona, la partita più difficile: un filo sottile fra vivere e fallire

7
0

Com’era la storia del Bellinzona calcio “salvo all’85 per cento” (Juan Carlos Trujillo, ex-proprietario, martedì 19 maggio), e del Bellinzona calcio “ormai salvo”, dal momento che Juan Carlos Trujillo “ha ceduto tutto per un franco” ad una “cordata di investitori locali” (virgolettato di sintesi, varie fonti, giovedì 28 febbraio)? Ah, era anche la storia su cui erano state formulate osservazioni qui (https://ilgiornaledelticino.ch/leditoriale-del-colpo-non-accorto-andava-combattendo-ed-era-morto, martedì 19 maggio) e qui (https://ilgiornaledelticino.ch/leditoriale-bonsai-bellinzona-calcio-per-la-salvezza-non-basta-una-firmetta). Ottime ma pessime anticipazioni (ottime in senso cronistico, cioè notizia notiziabile; pessime in senso giudiziario, cioè sentenza sentenziabile) giungono stasera dai colleghi Rsi con l’annuncio del drammatico ticchettare sull’orologio del fallimento della società: già lunedì l’appuntamento in Pretura, dove chi è rimasto dovrebbe portare carta e parola (carta in prova di cartamoneta, parola in garanzia di promesse di acquisto e/o di capacità finanziaria autonoma) in misura almeno pari a ciò che l’autorità pretende di vedere e di compulsare. Uno potrebbe pensare: okay, si porta per prima cosa il fatto che esiste una società storica, che tale società è pur sempre rappresentata in terza serie essendo appena scesa dalla seconda, che il territorio ha bisogno di questa identità, che tutta la Svizzera sa riconoscere Bellinzona grazie al colore granata, et cetera; uno potrebbe in effetti pensarlo, peccato che quel ragionamento sia sbagliato. Cioè: è giusto, ma quando apri i libri contabili la storia e la tradizione stanno a zero, figurarsi le chiacchiere.

La domanda è: da qui a lunedì mattina c’è chi sia disposto a cavar fuori argomenti e quattrini utili e bastevoli a garantire una soluzione positiva sul “pronti” (prima di tutto, a soluzione del problema postosi sotto il gravame di numero uno anzi di numero due anzi di numero tre anzi di numero quattro comminatorie di fallimento, e già qui ballano 100 formiconi) o, nella peggiore delle ipotesi che poi propriamente la peggiore non è, a mettere il pretore nella condizione di offrire un concordato? E c’è chi sia in grado di drenare risorse in misura tale da risolvere le pendenze, d’accordo, anche puntando a qualche transazione con chi sia disposto a transigere, d’accordo, anche trovando formule per la postergazione dei debiti, d’accordo, anche offrendo garanzie proprie a copertura et cetera? A sensazione, no. Perché nella colonna degli attivi c’è la speranza e nella colonna dei passivi figura almeno quanto segue: a) Juan Carlos Trujillo non ha mai pagato le azioni a Pablo Bentancur, precedente proprietario e che di mestiere fa il procuratore sportivo e questo significa che a costui non passa nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea di rinunciare ai denari, facciamo 400 cocuzze abbondanti e come sapete ci sono poi le spese legali e quella non trascurabile questioncella degli interessi che salgono rapidi, non importa se siate sotto regime di Bns o Fed o Bce; b) le comminatorie di fallimento stanno a 100 kappa sul lordo, e chi arriva alla comminatoria è per solito sull’incazzato andante; c) oh, sì, in verità le procedure esecutive viaggiano già sugli 860’000 franchi, anche qui dovendosi poi considerare spese ed interventi dei legali e non dimentichiamoci di quanto è salito il costo delle fotocopie, negli ultimi tempi; d) ballano poi i diritti rivendicati dai rappresentanti di alcune società calcistiche in Sudamerica per via del “dovuto” in materia di formazione, facciamo un milioncino se il cambio regge a questi livelli; e) il grosso dei debitucci verso Città di Bellinzona ed altri Comuni, Cantone e Confederazione per starsi alla parte istituzionale, oneri sociali verso chi di competenza, vero, anche i salari residui, e poi chi da fuori ci ha messo lavoro ed impegno e merci, insomma i fornitori di beni materiali e di servizi ed anche di alloggi; se tutti ma proprio tutti alzano la manina, magari non bastano neanche tre milioni di franchi.

A voi il (dis)piacere delle somme. Prospettiva: siamo quasi a giovedì, lunedì è vicino. Troppo vicino.