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Locarno, in pericolo la ragazza ferita. A sparare il suo “ex”. Scagionato l’altro giovane

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 13.26) Lei, in condizioni gravi, forse disperate, prognosi nemmeno da formularsi se non con nei termini della stringente riservatezza che sfocia verso l’esito infausto; lui, fermato, posto sotto interrogatorio nell’immediatezza dell’accaduto con la procedura-“standard” che permette di cogliere e di cristallizzare i frammenti dell’accaduto. A distanza di 15 ore dal fatto di sangue occorso in uno stabile di via ValleMaggia a Locarno quartiere Solduno, in prossimità della stazione di servizio “Eni-Agip”, trova una prima, probabile cornice il quadro della vicenda occorsa: la 22enne ferita, ed ora identificata come cittadina svizzera domiciliata nel Locarnese (Terre di Pedemonte il Comune di provenienza, domicilio a Locarno da breve periodo), aveva intrattenuto una relazione con il 20enne dalla cui arma da fuoco è stata raggiunta una o più volte all’addome, e vi è pertanto da supporsi che all’origine dell’episodio sussista una tra le solite ipotesi che entrano in linea di considerazione, cioè il diverbio conseguente alla richiesta di un “chiarimento” o un “no” all’eventuale pretesa del 20enne – cittadino svizzero, origini non precisate, residenza nel Canton San Gallo – di “accomodare” le cose ristabilendo il rapporto.

Possibile tutto, imprevedibile il finale; gli specialisti della Polscientifica hanno lavorato sino a poco prima dell’alba per raccogliere quanto utile ai fini delle indagini, tra l’altro muovendosi a più livelli all’interno dello stabile. Prima evidenza, l’arma: un fucile, che nel frattempo sarebbe stato recuperato e sottoposto a primo esame. Secondo aspetto di interesse: non nell’appartamento occupato dalla vittima, ma nell’atrio della palazzina si sarebbe consumato l’intero fatto di sangue, mentre in una fase successiva il 20enne avrebbe cercato di esfiltrare, o di nascondersi, utilizzando il livello “meno uno” riservato alle cantine e qui, difatti, egli risulta essere stato individuato da effettivi delle forze dell’ordine (Polcantonale, Polcom Locarno, Polcom Ascona, Polintercom del Piano) che erano sopraggiunti massa e che avevano circondato l’immobile mentre su via ValleMaggia stavano affluendo le ambulanze del “Salva” Locarno (per i soccorsi, stante la gravità delle condizioni di salute della 22enne, è stata poi chiesta ed ottenuta la collaborazione di un equipaggio della “Rega”). Definita inoltre la posizione del terzo soggetto – sesso maschile, età indicativamente fra i 20 ed i 25 anni – che era stato fermato a sua volta e che consta essere coinvolto soltanto in quanto anch’egli vittima cioè bersaglio a sua volta delle “attenzioni” dello sparatore in quanto nuovo amico della ragazza. Per ora – ma l’aspetto, a rigore della prima ricostruzione dell’accaduto, potrebbe diventare poco significativo o irrilevante – non è dato il sapere quale dei due giovani sia semplicemente stato caricato sul sedile posteriore di una pattuglia della Polcantonale e quale soggetto, invece, sia stato dapprima messo pancia a terra ed ammanettato. Per prestare sostegno psicologico alle persone coinvolte ed a quanti sono stati involontari testimoni dell’accaduto è stato fatto intervenire il “CareTeam Ticino”.

Sul fronte delle indagini, non molti gli aspetti da chiarirsi, avendo il 20enne agito senza complici. La principale ipotesi di reato è riassunta nel tentato assassinio, o tentato omicidio intenzionale in subordine. Il “dossier” di inchiesta è nelle mani del procuratore pubblico Roberto Ruggeri.

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