Home CRONACA L’editoriale-bonsai / A “Tisana” non imparano proprio mai

L’editoriale-bonsai / A “Tisana” non imparano proprio mai

Nella presentazione figura come Mark Pfister, ovviamente professore, esponente dell’“Université européenne Jean Monnet” (Bruxelles, aggiungiamo noi) e direttore della “Scuola di formazione professionale in scienze bio-logiche (trattino non nostro, ndr) integrate e cinque leggi biologiche”. Purtroppo, e a differenza di quanto figura ancora su varie pagine informative qua e là, alla manifestazione “Tisana” in apertura oggi dalle parti del Campo Marzio di Lugano – in immagine, un’esemplare “homepage” dai concetti essenziali ma confusi – non ci sarà modo di ascoltare cotanto luminare: su riscontro della presenza nell’elenco dei conferenzieri, cioè dopo che qualcuno si era giustamente irritato ed aveva chiesto lumi al Municipio di Lugano che a tale evento garantisce un patrocinio, l’intervento di Mark Pfister è stato infatti cancellato dalla lista di venerdì 3 maggio e, per la verità, dall’intera manifestazione.

Come si potesse ignorare l’adesione di Mark Pfister alle tesi del peraltro deceduto Ryke Geerd Hamer, promotore di una medicina “alternativa” che lo portò alla radiazione dall’albo professionale ed a varie condanne, non si sa né si capisce; al netto del nome, già da supercazzola era il titolo della relazione in programma, ossia “Svegliarsi dall’ipnosi della malattia”, eggià, perché a parere di codesti fenomeni le malattie derivano da conflitti irrisolti e da traumi subiti, e con simili tizi nemmeno ci si mette a discutere. Rimosso ‘sto bel tomo, tuttavia, qualche domanda rimane: agli organizzatori di “Tisana” non ha insegnato proprio nulla l’esperienza già vissuta con tale Gabriella Mereu, nel frattempo rimossa dall’Ordine dei medici e che pure continua a tenere conferenze ed incontri in vari luoghi? È possibile che tutte le volte serva l’azione di qualcuno all’esterno per indurre ad un esame coerente circa la credibilità dei relatori ai convegni? E quanto al resto dei conferenzieri, sicuri sicuri dell’assenza di altri ciarlatani?

Noi, a ragion veduta, no.