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L’editoriale-bonsai / Spiacenti per i frettolosi, ma Noam Chomsky è vivo

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Una certa qual precipitazione nel non verificare le notizie portò iersera varie testate a dare per morto Noam Chomsky, insigne linguista dalle tesi largamente innovative (suo il concetto sull’abilità innata dell’uomo di tradurre concetti vecchi e nuovi in espressioni affatto nuove, ed ancora di comprendere e di contestualizzare tali espressioni benché mai udite in precedenza. Roba di fino). Si dà invece il caso che lo statunitense Noam Chomsky, benché 95enne tendente a quota 96, sia stato dimesso giusto nelle scorse ore da un ospedale di San Paolo del Brasile dove si trovava per trattamenti in conseguenza di un ictus subito nel giugno 2023, ed essendo stato dimesso egli è tuttora in vita come tra l’altro attestato dalla consorte Valerie Wasserman: alle brevi, è di qua e, per ora almeno, non di là. Alle ore 2.02 di mercoledì 19 giugno, cioè mentre stiamo per buttare in pagina queste righe, varie testate – compresa RaiNews, compreso “Avvenire”, – continuano a dare Noam Chomsky per defunto; preghino, alcuni tra gli autori dei testi, che i loro pezzi non siano letti dall’interessato; il quale troverebbe modo di smontare gli articoli demolendo non già le false notizie in quanto tali, ma gli arzigogoli da cui è stata caratterizzata gran parte delle notizie stesse, volendo ogni autore far finta di aver trovato qualcosa di originale da dirsi sul personaggio, ed avendo invece quasi tutti copiato dalla solita “Wikipedia”.