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Hockey Wl / Semifinali del “play-off”, insidia… nota sulla via delle Ladies

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Saranno magari da ridefinirsi, e già nella prossima stagione, sia i calendari dell’hockey femminile nelle categorie di vertice sia i tempi in cui dei tornei si decidono le sorti: poco produttivo, anche in termini di immagine (e dopo tutto quel che da anni viene detto circa la necessità di attribuire piena dignità – anche rappresentativa – allo sport versione “lei”), è il far disputare semifinali e finali della Coppa nazionale alias Coppa svizzera in un fine-settimana quando poi già nel fine-settimana seguente ci si trova alla fase decisiva del “play-off” per il titolo della massima serie, per di più essendo impegnate nelle semifinali del “play-off” medesimo ben tre delle quattro squadre in lizza nell’altra competizione. Magari da cercarsi, nel futuro di medio periodo, anche una formula meno pedissequa per quanto riguarda il campionato in sé, essendo difficilmente sostenibile il rapporto tra una fase regolare da 25 turni quand’invece le semifinali si dipanano in una sfida al meglio delle tre partite, netto lo svantaggio per le migliori.

Vedremo e vedranno, e per ora sosteniamo chi sta provando a centrare un clamoroso “bis”: le Ladies Lugano, fresche vincitrici della Coppa nazionale sulla pista di Huttwil con una mirabile tripletta di Lena Lutz all’AccademiaNeuchâtel in finale, si trovano da oggi a sfidare la… stessa AccademiaNeuchâtel che al momento, per grado di pericolosità, è all’incirca alla pari delle Zsc Lionesses Zurigo. Potere di una bella intelaiatura difensiva (due straniere, la canado-francese Marie-Pierre Pélissou e la canadese Shelby Wood) cui si aggiungono ormai tre linee complete e dalla discreta esperienza media, figura di punta la canadese Coralie Larose già capitana delle Raiders alla Colgate university, cioè in uno tra gli atenei dal più solido programma – primo atto nel 1973 – per l’hockey femminile, ergo compagna di Shelby Wood proprio alle Raiders per un quadriennio. Coralie Larose più Cindy Joray, nel reparto offensivo delle neocastellane, uguale 32 goal e 18 assist nella prima fase; significativo poi il contributo, dalla retroguardia, nel nome di Emma Ingold (otto più 10). In panchina Yan Gigon, carriera agonistica da “all around” in Seconda lega sempre a Neuchâtel, ottava stagione consecutiva alla transenna.

Sullo sfondo, una certezza: le romande non hanno nulla da perdere in un’annata già più che positiva, stanti la piazza d’onore in Coppa nazionale e la qualificazione alle semifinali del “play-off” (ruolo che, a rigore di forze schierate in avvio di torneo, sarebbe spettato semmai alle Turgovia IndienLadies); sia oggi sia domani sia nell’eventuale spareggio, dunque, da aspettarsi una battaglia sul filo dei nervi e delle strategie (obiettivo primo sul fronte opposto: isolare Sidney Morin e Ronja Mogren quali fromboliere, Nicole Bullo per tutta l’opera di interdizione – a costo di lasciare spazio in fase di impostazione del gioco – e Romy Eggimann nel suo essere agonista a tutta pista. Questa sarebbe solo la prima parte del programma, tra l’altro, dovendosi anche ricordare il fatto che Alexandra Lehmann e Sofia Decristophoris sono seconda e terza nella graduatoria dei portieri, medie di 1.62 e di 1.66 goal subiti per incontro con 666 minuti e nove secondi e con 829 minuti e 12 secondi di ghiaccio rispettivamente). Primo ingaggio, alla “Resega” di Porza, ore 17.30; con scarto di 15 minuti, ossia alle ore 17.45 e nel catino di Oerlikon, l’altra semifinale, avversarie Zsc Lionesses Zurigo e BomoThun. Domani ritorno a sedi invertite, per la “bella” ci si potrebbe o dovrebbe rivedere mercoledì sera. In immagine, le Ladies Lugano vincitrici della Coppa nazionale.

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