Pensava di aver trovato un posto ideale, lo spacciatore maghrebino (vedasi in altra parte del “Giornale del Ticino”) tratto in arresto nelle scorse ore ad Inverigo (Como), per il deposito della droga: un pertugio ricavato tra mattoni e sassi del muro di cinta di un’abitazione in zona discosta. Lì, invece, l’hanno beccato i poliziotti che sulle sue tracce stavano operando da ore e che in quel momento hanno deciso di entrare in azione, certi del fatto – e così stavano effettivamente le cose – di poter cogliere il tizio in flagranza di reato. Anche perché, insomma: che cosa fa un tizio di sesso maschile, clandestino e senza fissa dimora, davanti al muro esterno di una località che bisogna proprio andare a cercare sulla carta geografica? Unica ipotesi alternativa, un’improvvisa ed irrefrenabile esigenza da sovrabbondante diuresi. Il che, sia detto, rientrava sotto la colonna dell’improbabile.






















































































