Come sappiamo, e come doverosamente è stato scritto anche qui, in un fiasco tragicomico – con patetico “taja e medéga” in successive comunicazioni – si è risolta la “prima” del servizio di bar e ristorazione al nuovo stadio di Lugano. Nell’attesa di verificare i miglioramenti organizzativi (di peggio sarebbe impossibile il fare) alla prima occasione, si vorrebbe anche capire se i gestori del servizio hanno intenzione di tornare a più miti consigli circa i prezzi praticati: più o meno in linea con il mercato quelli delle bibite gassate; oggettivamente caruccio il vino (a sette franchi il decilitro, in un posto come l’“Argentino” che dà su piazza Della Riforma, si beve il “Fontalpino” che è un Chianti classico Docg e biologico, seduti e serviti e non all’impiedi dopo aver aspettato per tre quarti d’ora in fila); fuori di testa i nove franchi per un trancio di pizza, i 10 franchi per un panino ed i 7.50 franchi per la porzione di patatine fritte; nel caso non l’abbiano capito i signori del Football club Lugano ed i signori della società titolare dell’appalto triennale di cui non dispiacerebbe il poter vedere contenuto e clausole (soprattutto se è vero, come risulta, che uno dei due contraenti si è legato mani e piedi all’altra parte), lo stadio non è in via Nassa ed i punti-ristoro non sono “bistrot” modaioli a Züri-West. Sulla salamella al posto della luganiga nemmeno entriamo: certo che ci vuole impegno per mettere lì una simile boiata, in Ticino.
Un consiglio spassionato anche sulla forma, che è parte della sostanza e non eccipiente: i “Veggi” Nuggets ed i “Veggi” Hamburger, al di là dei prezzi da “gourmet”, non esistono in natura nel senso della lingua, o sono “Veggie” o toh, se ci si vuol vestire da germanofoni s’ha da scendere al “Vegi”; la presenza di maiuscole a capocchia, ecco, è cosa triste e che ci dice che l’autore del testo ha idee poche, confuse ed errate circa l’uso della lingua (e sì che l’operatore commerciale spende mica poco, in pubblicità tradizionale ed in comunicazione sui “social”). Ultima nota al medesimo indirizzo: chi è il fenomeno che non sa come si scrive, in Svizzera, il prezzo di un prodotto e dunque genera cifre che somigliano semmai ad un algoritmo? Informazione a beneficio dell’autore (ma anche di coloro che non si sono nemmeno accorti della cosa, pur avendo un dovere di controllo): i trattini a destra del punto stanno ancora ad indicare uno “zero” in decimi e centesimi. Vi sembrerà strano, se non avete confidenza con le norme elvetiche di base, ma è davvero così.



