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Colpo di stiletto / Alla cascata di Bignasco il paradosso di Damasco

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Somiglia un po’ al “paradosso di Damasco”, laddove si intende che una cosa avviene a dispetto dell’insussistenza delle condizioni minime in forza delle quali essa potrebbe aver luogo, quanto rilevasi in quel di Cevio, frazione Bignasco, zona della “Cascata grande” a tuffo del Ri Grande, buoni 60 metri da impeto ed assalto quando il flusso è carico carico. Accade infatti che, a delimitazione dell’area in cui si trovano cascata e sottostante pozzone, da tempo e giustamente sia stata installata una staccionata con cancelletto; sul cancelletto figura un cartello (vedasi in immagine GdT) con l’“Avviso di pericolo di caduta sassi”; indicazione chiarissima è quella secondo cui “(…) è assolutamente vietato (l’)oltrepassare il limite dei cartelli di avviso”. E dunque: con messaggio diretto “(…) agli utenti dell’area del pozzo della cascata”, cioè a coloro che in tale area con pieno diritto entrano, a rigore dell’avviso posto sul cancelletto è affermato che in nessun caso è data facoltà di andare oltre il cartello di avviso sicché tale cancelletto nemmeno sarebbe da aprirsi e, per conseguenza, nessuno potrebbe accedere all’intera area della cascata e del pozzone. Tradotto: valido il messaggio a tutela dei visitatori, ma il cortocircuito concettuale è sicuro…