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Mille croci da Covid-19 in un Ticino che del vaccino si fida solo a metà

(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 15.42) Se bisogna credere a queste cifre, e non vi è motivo per dubitare della loro sostanziale coerenza anche se esse prestano il fianco a vari dubbi, in Ticino sono ora 1’000, esattamente 1’000 le vittime da pandemia covidiana: un decesso attribuito al “Coronavirus” è stato infatti registrato nel fine-settimana, quinto caso nel contesto della quarta fase la cui cesura risale a giovedì 29 luglio 2021, e dall’incrocio dei dati risulta trattarsi di persona già ospite di “Casa Serena” a Lugano quartiere Molino Nuovo (il riscontro viene dalle statistiche pubblicate sul sito InterNet della “Adicasi”, associazione tra i direttori delle residenze per anziani; qui consta infatti il 384.o decesso dall’inizio della pandemia, a fronte di altri 1’426 decessi nel medesimo periodo ma per asserite “altre cause”, ed il numero degli ospiti contagiati è sceso da 19 a 18). Sui 22 pazienti tuttora ricoverati in strutture nosocomiali ticinesi, 17 si trovano in reparti ordinari e cinque in reparti di terapie intensive. 58 i nuovi casi riscontrati nelle ultime 72 ore sino all’alba di oggi, il che significa – a numeri ufficiali – 35’679 positivi dalla terza decade di febbraio 2020 e 1’898 casi nell’ultima ondata. Sempre lentissimo il procedere della campagna di vaccinazione: la quota dei soggetti giunti al termine del trattamento, inteso come doppia dose somministrata, è ora pari al 57.0 per cento della popolazione avente diritto ovvero 200’298 persone, con progresso assai scarso rispetto all’ultima verifica effettuata venerdì scorso; 427’848 le dosi somministrate nel complesso, come dire che circa 27’000 persone sono in lista per il solo secondo appuntamento.

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