Home CRONACA L’allarme di “Telefono Sos infanzia”: maltrattamenti, più denunzie

L’allarme di “Telefono Sos infanzia”: maltrattamenti, più denunzie

Può essere un riscontro estemporaneo, può essere un’evidenza topica. Per paradosso, potrebbe anche essere un messaggio positivo, nel senso che maggior coraggio nel denunciare – e, quindi, nel rompere il muro dell’omertà e/o quello della paura – avrebbero coloro che sono vittime; ma nemmeno in questo caso muterebbe la sostanza della questione, che forma problema e che è necessario oggetto di denuncia pubblica. Riferiscono infatti dagli ambienti del “Telefono Sos infanzia” con sede in Chiasso, nel contesto ed a margine dell’assemblea ordinaria (la 32.a in ordine di tempo) che ebbe luogo sabato 27 giugno, l’essere in significativa crescita i casi di maltrattamento su minori; per meglio dire, i casi di maltrattamento dei quali sia giunta e giunga notizia, valendo a supporto il numero di chiamate al centralino dell’associazione nel corso del 2019. Tutte situazioni da trattarsi con rigore e con estrema delicatezza, come sanno i compartecipi del progetto associativo ora sotto coordinamento di Paolo Frangi e che sfocia primariamente nell’attività in linea diretta di ascolto, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00, numero 091.6823333; primariamente ma non in modo esclusivo, se si pensa per esempio al “Treebù” sviluppato sotto direzione di Simona Gaggini e di Sonia Zanetti e diretto soprattutto agli adolescenti che stiano vivendo situazioni di difficoltà transitoria.

A più livelli l’impegno, ed è un bene che il “Telefono Sos infanzia” possa presentare anche volti pubblici in sede pubblica, evitando di confinarsi nella mera gestione di eventi problematici. Funzione sociale ha, in questo senso, l’offerta di lezioni gratuite di musica ai giovani meno abbienti o che non abbiano ordinariamente la possibilità di frequentare corsi; e, benché declinata su altro fronte, analoga funzione sociale ha il punto-vendita di abbigliamento d’occasione in quel di Capriasca frazione Tesserete. Sul fondo, la fedeltà ad una precisa linea di condotta: non farsi carico direttamente delle urgenze, ma attivare il meccanismo “affidabile e discreto” per l’intervento, con verifica del quadro della situazione descritta e successivo contatto con l’ente preposto.