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Filo di nota / Stadio di Varese, il dispregio in una bandiera strappata

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A Varese i fasti del grande calcio – sette stagioni in massima serie – sono ormai lontani nel tempo: due generazioni piene. Non solo: l’eredità del “Varese football club” costituitosi nel 1910 andò a morire nel 2019 dopo una serie di fallimenti finanziari. Quale massima espressione, il capoluogo è ora rappresentato dal “Città di Varese”, società nata nel 2019 e la cui prima squadra tornò ieri in campo per il campionato di serie D, esordio vittorioso per 3-1 sull’Alcione Milano, in uno stadio – lo storico “Franco Ossola” – in condizioni di allarmante degrado. E chissà: forse i responsabili dell’ente pubblico territoriale proprietario della struttura crederanno che la bandiera nazionale sul pennone vada bene anche se ridotta ad uno straccio, quand’invece questo par proprio l’ennesimo segno del dispregio verso gli sforzi altrui.

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