Home CRONACA Dogana a Chiasso, dentro il rimorchio l’insidia è in agguato

Dogana a Chiasso, dentro il rimorchio l’insidia è in agguato

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Una volta il conducente è rumeno e l’autoarticolato ha targhe dello stesso Paese ma arriva dalla Germania; un’altra volta al volante c’è l’ucraino su mezzo immatricolato in Lituania e che arriva dal Belgio; un’altra ancora trattasi di guidatore bielorusso su mezzo di compagnia lituana ma partito dall’Olanda. Qualche comune denominatore, a parte la scontata destinazione su suolo italiano, si potrebbe ricavare già da tali informazioni ridotte all’osso; non ci si sorprenda se a ciascuno dei tre soggetti, in tempi diversi ma ravvicinati, sono da ascriversi altrettante situazioni problematiche intercettate e risolte (da terzi) alla dogana commerciale di Chiasso, su intervento di agenti dell’Ufficio federale competente che hanno in sostanza ravvisato tre bei rischi legati ai trasporti di merci pericolose, a danno del prossimo in generale e degli autotrasportatori “puliti” nel particolare. Come da denuncia espressa in una nota-stampa fin troppo stringata, e andandosi a ritroso nel tempo: a) giovedì 11 gennaio, trasporto di un componente chimico per il peso di nove quintali ma senza che vi fosse l’autorizzazione per quanto riguarda il veicolo e senza che l’autista disponesse della licenza idonea; prelevato un deposito cauzionale in forza dell’avvenuta percorrenza della galleria autostradale al San Gottardo senza legittimazione; imposto l’utilizzo di un altro conducente almeno in possesso della patente adeguata; b) tre giorni prima, ossia lunedì 8 gennaio, carico di liquido infiammabile, deposito cauzionale per violazione dell’accordo europeo sul trasporto internazionale afferente alle merci pericolose; c) sul finire di dicembre, carico di batterie al litio, deposito cauzionale per ragioni “ut supra”. Questo, s’intenda, su controlli che, per quanto eseguiti secondo criteri attendibili, sono pur sempre condotti a campione…