Home ECONOMIA Da “Arner” e “Gs” l’identità della nuova “One swiss bank”

Da “Arner” e “Gs” l’identità della nuova “One swiss bank”

A tempi perfettamente rispettati (“Fusione entro la fine del primo trimestre”), stamane l’annuncio del marchio sotto cui confluiscono – formalmente a decorrere da lunedì 4 marzo, in ragione dell’accordo firmato a fine 2018 e del “via libera” giunto ad inizio 2019 dall’autorità di vigilanza – la ginevrina “Gs bank Sa” e la luganese “Banca Arner Sa”. Identità scelta: “One swiss bank Sa”, a rappresentare – ed era tra le premesse di cui si parlò qui ad inizio gennaio – l’unione tra le due istituzioni e la modalità effettiva del legame tra istituzione e clienti, essendo dichiarato come “essenziale” un ripensamento del modello del “private banking” nella prospettiva di “rispondere alle esigenze di una clientela le cui aspettative stanno cambiando”.

Ripensamento uguale riprogettazione, punto di partenza il nome (in forma grafica, tra l’altro, l’“One” è proposto in tutte lettere capitali”): convergenza, come indica Grégoire Pennone nel ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione della neonata banca su cui già si concentra un patrimonio in gestione nell’ordine dei due miliardi di franchi, sulle “specifiche esigenze di personalizzazione dei nostri clienti, in maniera mirata: dal momento che esigenze ed aspettative specifiche di ciascuno sono individuali, occorre che si risponda a queste attese per tramite di una nuova offerta”. Nuova offerta che sarà declinata, e questa è l’anticipazione del giorno, entro l’autunno 2019 sotto forma di una “proposta di valore” funzionale soprattutto alla nuova generazione di clienti, “compresi quei giovani imprenditori che, oltre alla conservazione ed alla gestione dei propri beni, dalle banche private si aspettano qualcosa di nuovo e di diverso. La nostra linea? Un approccio partecipativo unico” su tre linee distinte – ossia “wealth management”, “asset management” ed “asset service” – e caratterizzate da tre colori diversi anche nel marchio “One”. Nell’immagine, Grégoire Pennone.