Home POLITICA A margine / Modesta proposta: mettiamo fiori nei nostri cannoni

A margine / Modesta proposta: mettiamo fiori nei nostri cannoni

Siamo di altro avviso, rispetto a Massimiliano Arif Ay capintesta del Partito comunista in Ticino (presa di posizione pubblicata qui, sul sito-“partner” a testata “Ticino-politica”), circa valenza e matrice delle svastiche che mano per ora ignota disegnò, presumibilmente nella notte tra sabato 25 e domenica 26 maggio, in prossimità dell’abitazione di Lea Ferrari, esponente della medesima formazione politica, municipale a Serravalle e neogranconsigliera; sino ad evidenza del contrario, ed a tale proposito sono in corso accertamenti delle forze dell’ordine (investiti del caso i vertici della Polintercom Tre valli per tramite del Municipio), eccessiva e fuorviante è la pretesa di uno stampo neonazista ovvero – e citiamo – della “presenza di nuclei di squadracce neonaziste” che sarebbero “attive sul territorio della Riviera, e non solo (…) almeno dal 2015”, in forma di “estremismo violento di destra”. Non si intende d’altro canto ridurre quanto accaduto – risulta ad esempio che siano state tagliate le gomme dell’auto della stessa Lea Ferrari, tra l’altro persona solare e dalla simpatia impareggiabile – al canone della “ragazzata”; è invece altamente probabile che sia in circolazione qualche imbecille degno di essere preso a calci a due a due sino a quand’essi siano diventati dispari. Un imbecille che nulla sa di storia, un imbecille che si imbeve di simbolismi non appartenenti alla cultura democratica, un imbecille il cui “ego” si gonfia nel tracciare quattro segni in vernice “spray” sull’asfalto e su qualche muro, un imbecille la cui capacità di mimesi si riduce al di sotto dell’alfabeto.

E qui, almeno con riferimento alla violenza perpetrata contro una cosa, si conviene con Massimiliano Arif Ay e con quanti – noi tra di loro – stanno manifestando solidarietà a Lea Ferrari: si condanna al fine di “prevenire ogni ipotesi violenta”. Ipotesi che, quando sia di mezzo un imbecille, mai si può escludere. Se si vuole dare quindi una risposta che sia proporzionale alla stupidità dell’autore delle scritte e del taglio delle gomme, modesta la proposta in richiamo al “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”, brano il cui testo fu tra l’altro firmato da uno svizzero dall’alta cultura e per comprovata ascendenza: fare quel che è stato fatto a Ponte Brolla, forse ad un 40-50 metri dal passaggio a livello della “Centovallina”, dove giorni addietro, sul muro di contenimento in lato destro ascendente, era stata tracciata una svastica di colore azzurro tendente al blu pieno. Qualcuno ha visto, ed ha ben pensato: non già cancellando, ma sovrapponendo dischi di materiale vario (nella foto GdT) a confezionamento di una minima opera di “street art”. Non è Banksy, non è capolavoro, ma è replica intelligente: ci bastano quattro pezzi di carta, imbecilli, per sommergere la vostra dimensione da microcefali.

Perché questo è il tenore di una democrazia: la capacità di seppellire ogni ideologia letale ed aberrante, anche quelle che vengono mutuate in un bandierone sugli spalti degli stadi di hockey (a proposito: complice è anche chi ciò permette), con un atto semplice ed apotropaico.