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Calcio / Beh-Beh-Behrens versione Dreierpack, Lugano avanti in Conference

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Mantra dell’allenatore alla vigilia della “prima” in ConferenceLeague; conta solo la vittoria. Mantra del medesimo alla vigilia della “prima” in Dna: conta solo la vittoria. Mantra del medesimo alla vigilia della “seconda” (cioè della partita di ritorno) in ConferenceLeague: conta solo la vittoria. Vada avanti così, Mattia Croci-Torti: in un modo o nell’altro siamo a tre su tre, con stasera, ergo primato condiviso in campionato e turno superato in àmbito europeo; all’1-0 interno della scorsa settimana è stato “appoggiato” oggi un tonitruante 5-1 in trasferta, storditi e sin da sùbito demoralizzati i peraltro simpatici kosovari in maglia Dukagjini il cui piano-partita è morto prima ancora d’esser nato. Statistica, per capire e per far capire: 12 tiri all’attivo, sette le conclusioni sul bersaglio grosso, cinque i timbri di cui uno su autorete di Egzon Sinani al 51.o, per il provvisorio 1-4, ma a quel punto i bianconeri avevano già preso il volo su spinte varie (Mattia Zanotti, Antonios Papadopoulos i fornitori di assist; alle statistiche si iscriverà più tardi anche Uran Bislimi) e diremo giustamente del 2-0 di un sempre più necessario Daniel Dos Santos (minuto nove), ma ancor di più della tripletta del germanico Kevin Behrens che prima ancora dello scadere della prima ora aveva prenotato il pallone per la vetrinetta in casa, timbri lasciati al 6.o, al 36.o ed al 58.o, mirupafshim, faleminderit ossia arrivederci e grazie, se l’amico albanese non ci ha giocato uno scherzino nella traduzione. E difatti, al minuto 62, dentro Elias Pihlström per Kevin Behrens, e qualche secondo più tardi dentro Dereck Moncada per Renato Steffen, messaggio della tipologia okay, possiamo rilassarci e teniamoci tutti in buona forma agonistica, ché andremo al terzo turno di qualificazione – uno era stato saltato all’avvio, che diamine, qualche merito pur si ha nelle graduatorie internazionali – e potremo giocarcela almeno alla pari, sia che ci tocchi il Capodistria sloveno (com’è probabile, 2-0 all’andata e domani il confronto-bis) sia che ci càpiti il Runavik faroese.

Onore al Dukagjini, pur nella sconfitta; onore per l’aver provato a giocare a viso aperto, onore per l’essere riuscito ad illudersi di rientrare in corsa (1-2 al 10.o, in goal Meris Maliqi), onore per il non essere crollato nei 30 minuti finali o per l’aver stabilito un patto silenzioso con gli avversari, stiamo in campo ma evitiamo di farci male. Doveroso anche il ricordare che sul conto del Lugano sono da ascriversi un palo, cinque calci d’angolo ed un possesso-palla al 63 per cento sul totale e che per somma di risultati questo turno si chiude sul 6-1. Insomma: missione compiuta, un passo in avanti, per il terzo fronte bisognerà aspettare il giorno dopo Ferragosto quando andrà in scena la sfida inaugurale della Coppa Svizzera 2026-2027, padrone di casa ma effettivamente in trasferta il Vedeggio.