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Governo, tutto ufficiale: Claudio Zali fuori, Marina Carobbio Guscetti presidente

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Marina Carobbio Guscetti (socialista) nuova presidente, Raffaele De Rosa (neocentristi giàp) vicepresidente; Esecutivo provvisoriamente ridotto a quattro effettivi, cioè i due citati più Christian Vitta (liberale-radicale) e Norman Gobbi (leghista); Claudio Zali dunque partente, per dimissioni volontarie o indotte o quel che sia, nell’attesa di eventi che si dipaneranno ormai in altre sedi, e correrà tanto ma tanto ma tanto inchiostro prima che si giunga alla stesura della versione definitiva di ciascun capitolo. D’un tratto, nel volgere di poche ore, è precipitata e si è ridefinita la situazione a Palazzo delle Orsoline sponda Esecutivo; tale rimarrà la compagine sino a fine settembre, volendo Claudio Zali (vedasi in altra parte del giornale) chiudere alcuni “dossier” prima di svuotare i cassetti del suo ufficio al Dipartimento cantonale territorio. In entrata, come già qui riferito, è Piero Marchesi, udicino che siede al momento in Consiglio nazionale; per ragioni di non compatibilità delle funzioni, il seggio alla Camera bassa resterà libero ed a questo punto sarà da individuarsi chi voglia salire a Berna per raggiungere Lorenzo Quadri (leghista), Alex Farinelli e Simone Gianini (liberali-radicali), Fabio Regazzi (neocentrista giàp), Greta Gysin (verdista), Bruno Storni (socialista) e Paolo Pamini (udicino). Anche questo, discorso del domani, ma nemmen lontano.

Dalla conferenza-stampa in sé, così come la si è seguita in un quanto mai opportuno “streamng”, pochissimo da dirsi. Spuntiamo la lista: non c’era il Consiglio di Stato, ma parte di esso; Claudio Zali ha brillantemente scelto di non presenziare, e non per assenza di coraggio ma per senso di responsabilità; è infatti un futuro “ex” dell’Esecutivo, ma è anche l’avvocato Claudio Zali che da stasera inizierà a preparare papiri su papiri per le vertenze legali contro denunciati (nella stampa, e nella politica) e denunciandi (idem), e pertanto egli terrà argomenti ed argomentazioni per altri momenti; del tutto improbabile, e chi lo conosca potrà confermare, una sua desistenza. Aspetto secondo: gli intervenuti, in particolare Marina Carobbio Guscetti e Raffaele De Rosa, hanno tenuto a precisare che la questione è stata presa molto sul serio da tutti i membri dell’Esecutivo, “ci siamo trovati ad affrontare un contesto difficile”, ed ecco anche un’affermazione su cui sarebbe utile e necessaria una conferma dall’altra campana (“Non è una decisione semplice il togliere competenze ad un collega”; Claudio Zali sarebbe dunque messo alle strette e costretto a cedere la titolarità su Polizia e magistratura, rami peraltro “ereditati”). Punto terzo: la volontà di un lavoro “tutti insieme” (diffidare sempre di simili espressioni, please) per il bene del Cantone. Materia quarta: circa la lettera con cui Claudio Zali chiese al presidente dell’“Ente ospedaliero cantonale” di fare in modo che ad una cittadina svizzera fosse offerto un posto di lavoro, lettera di cui Raffaele De Rosa aveva ricevuto copia contestuale, lo stesso Raffaele De Rosa si è espresso affermando di non aver dato “il giusto peso” a “quei toni”; ai toni (perentori, ma nella cifra di Claudio Zali, mai andato per il sottile pur nella sottigliezza di molte articolazioni verbali), non al concetto e nemmeno al contenuto, si rileva.

Il resto è tutta merce e storia fuori da Palazzo delle Orsoline: subitanea l’accettazione dell’incarico da parte di Piero Marchesi (udicino, consigliere nazionale come noto e come detto, sindaco di Tresa, presidente dell’Udc Ticino) che ha già affermato di voler “rappresentare gli elettori dell’Udc e della Lega” essendo stato espressione della lista comune e di essere pronto, “con umiltà, con senso di responsabilità e con spirito di servizio”, a mettere “la mia dedizione e le mie energie al servizio del Cantone”; qualcuno che pubblicamente e molti che privatamente stanno stappando bottiglie di spumante; qualcun altro che rimarrà con il cerino in mano.