(ULTIMO AGGIORNAMENTO, ORE 15.09) Molla, Claudio Zali, direttore del Dipartimento cantonale territorio; lascia, Claudio Zali, presidente dell’Esecutivo cantonale, A modo suo, però; ed a testa non solo alta, ma altissima; una volta che siano state evase alcune “pendenze” e che siano completati alcuni “lavori in corso”, dice, e ad una data già da lui fissata e di cui si saprà probabilmente a breve (per questo pomeriggio, inizio ore 14.00, è fissata una conferenza-stampa a Palazzo delle Orsoline in Bellinzona: chissà chi parlerà, chissà se egli parlerà, chissà se egli voglia ed intenzione di parlare e financo di intervenire e financo di presenziare avrà). Ad ogni modo, in uscita e prima della scadenza naturale del suo mandato, avend’egli tratto le conseguenze di alcune cose che rientrano nella categoria dei fatti e di altre che con i fatti nulla hanno a che vedere, il suo nome al centro di una serie di polemiche che, al netto di una valutazione in corso per inchiesta attivata (abuso di autorità e tentata coazione le ipotesi di reato, vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/tentata-coazione-e-abuso-dufficio-consigliere-di-stato-sotto-inchiesta), in parte sanno di eterodiretto, in parte sono frutto di tumulti interni ad una certa parte politica, in parte sono ancora da dimostrarsi (sempre che una dimostrazione possa sussistere) non nelle punte ma nei fondamentali.
Un passo non dovuto – A portar consiglio è stata non la notte, ma la mente dello stratega: con una lettera inviata all’emittente “Radio Ticino” e trattasi non di un caso (“l’unica emittente che non si è accanita contro di me”; concetto “ad excludendum”), in contropiede è infatti andato stamane Claudio Zali, 65 anni fra due mesi meno due giorni, luganese dal quartiere Viganello, ora in Aranno, avvocato per formazione e titoli e da oltre 12 anni – ingresso: novembre 2013 – consigliere di Stato in quota Lega dei Ticinesi; nell’immediato egli tornerà “alla libera professione dell’avvocatura”, ma anche “alla cura di tutte le azioni legali che serviranno a fare accertare nelle sedi appropriate chi in questa brutta vicenda ha violato la legge e chi invece no”, ed in tal senso valga quanto qui pubblicato iersera (https://ilgiornaledelticino.ch/filo-di-nota-vendono-la-pelle-dellorso-e-nemmeno-lhanno-sotto-tiro). Ripercorriamo le ultime tappe: seduta straordinaria del Consiglio di Stato, Claudio Zali fornisce ai colleghi le spiegazioni sui tre punti oggetto della recente cagnara e – non si sa se “sua sponte” o perché a ciò invitato – rinuncia temporaneamente alle competenze su Polizia e magistratura (vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/passo-di-lato-claudio-zali-cede-per-ora-magistratura-e-polcantonale); sul “Mattino della domenica”, notoriamente organo di stampa da cui la Lega dei Ticinesi è nata e che ora è identificato e rappresentato dalla proprietà come settimanale dell’area di Centrodestra, esce la scomunica a scoppio ritardato ovvero la dichiarazione di non sostegno all’eventuale ricandidatura di Claudio Zali anche qualora tale fosse stato l’orientamento nel contesto di prossima ovvero imminente assemblea della Lega (vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/leditoriale-mettono-al-margine-luomo-che-agli-squilibri-ha-fatto-argine); ieri, in riunione politica convocata da Daniele Piccaluga segretario della Lega ed alla presenza dei membri del cosiddetto “coordinamento”, le dichiarazioni di Claudio Zali in autotutela e, da parte del citato Daniele Piccaluga, l’annuncio del differimento delle prese di posizione (“con eventuali provvedimenti”) al tempo in cui Claudio Zali si fosse espresso pubblicamente, il che lo stesso consigliere di Stato aveva dichiarato essere cosa prossima (vedasi https://ilgiornaledelticino.ch/polemiche-su-claudio-zali-dal-vertice-leghista-un-vedremo-se-te-ne-vai). Prossima, ed immediata (anche se non dovuta così come non dovute erano le dimissioni): il tempo di stendere qualche paragrafo e di indirizzarlo a “Radio Ticino”.ù
Piero Marchesi presto in Governo – In altra parte del “Giornale del Ticino” i punti salienti della lettera menzionata; qui, ed invece, le prime evidenze. Per effetto delle dimissioni di Claudio Zali, che alle Cantonali 2023 era giunto secondo sulla lista congiunta Lega dei Ticinesi-Unione democratica di Centro ottenendo 57’224 preferenziali (davanti a lui l’ora 49enne Norman Gobbi, anch’egli leghista ma con doppio tesseramento nazionale anche con l’Udc, 64’027 voti), in Governo giungerà – è caduta attorno alle ore 14.46 la remotissima eventualità d’una rinunzia – il non ancora 45enne Piero Marchesi, al momento consigliere nazionale in quota Udc e presidente cantonale dello stesso partito, tre anni addietro titolare di consenso nella misura di 46’654 elettori (quarto fu l’ora 39enne Boris Bignasca, Lega dei Ticinesi, 38’664 personali; quinto fu l’ora 48enne Paolo Pamini, Udc); a Piero Marchesi spetterebbe dunque una conduzione di breve periodo, in vista giust’appunto delle Cantonali 2027 in cui, allo stato odierno e si sottolineano provvisorietà degli assunti, aleatorietà delle decisioni e mutabilità dei venti, l’Udc e la Lega viaggerebbero non più sullo stesso treno e nemmeno nel medesimo vagone. Quel che è certo, avvenga l’uscita di Claudio Zali fra un giorno o fra una settimana o fra un mese, un vero e proprio passaggio di consegne non avrà luogo: la partenza avrà luogo “serenamente”, il posto passerà “ad un subentrante che da tanto scalpita per scendere in campo e che ha assicurato di avere le soluzioni per tutti i problemi del Paese”. Non esattamente un viatico, non esattamente un augurio, ecco.




















































































