Poco ma sicuro: se due sono i soggetti, si usa la concordanza al plurale; se dunque sono da festeggiarsi Pietro e Paolo, si scriva “santi” e non “san”. In ciò un tanto breve quanto doveroso suggerimento a chi, per conto della “Disti” (è l’associazione dei distributori, ovvero la sintesi apicale del commercio grandi numeri), non riesce a metter giù due parole giuste di fila: lunedì 29 giugno c’è facoltà di “shopping”, come giustamente indicato in un’informativa pubblicitaria, ma non di violazione dei fondamentali della lingua. Così come c’era facoltà di “shopping” nel Lunedì di Pentecoste, altra data di aperture straordinarie, peccato che nel testo della recente comunicazione parimenti pubblica di quel giorno fosse stato detto che era Pentecoste “tout court” (ennò, figlioli belli). Insomma: un minimo di cura nella stesura dei messaggi, e nella catena di controllo, non guasterebbe (si ringrazia l’assist da noto ed apprezzato collega, ora in quiescenza ma sempre stravigile).





















































































