Aveva rischiato di uscire al primo turno, buscando malissimo nel primo set (2-6) contro la spagnola Lucía Cortez Llorca al momento numero 480 delle classifiche mondiali e mai andata sopra la posizione numero 364, indi rifilando un 6-1, infine salvandosi al “tie-break” del terzo set ed essendo stata costretta ad annullare un “match-point”; insomma, esordio poco commendevole, quando sei la tennista cui è stato attribuito il ruolo di testa di serie numero uno. Ed invece Marija Glebovna Timofeeva, russa naturalizzata uzbeka e con bandierina uzbeka sui tabelloni (ma solo dalla seconda decade dell’ottobre 2025), ha trionfato oggi sulla terra rossa del torneo Itf-75 di Chiasso, un “Open” con montepremi da 60’000 dollari Usa, direzione di Matteo Mangiacavalli, una cinquantina di persone impegnate tra campo ed organizzazione ed il discorso, sia detto, vale su un periodo assai più lungo rispetto alla settimana delle competizioni; in finale la 22enne moscovita, tra l’altro nipote – un po’ di cultura ed un po’ di colore non fanno mai male – di quella Lubov Borisovna Timofeeva pianista che magari e senza magari vale la pena di ascoltare nelle incisioni di Franz Joseph Haydn, si è liberata dell’italiana Lisa Pigato con un 6-2, 6-3 che tuttavia non rappresenta il valore dell’avversaria, 23 anni a giugno, bergamasca per nascita e ben acquartierata nel territorio tra Milano e frontiera, “ranking” analogo a quello di Marija Glebovna Timofeeva e cioè attorno al 150.o rango anche se, fatto quel paio di conti, virtualmente l’una salirà alla posizione numero 132 e l’altra alla posizione numero 138, avendo peraltro toccato già la posizione numero 93 ma si sa che, a questi livelli, due colpi di fino ti proiettano oltre Plutone e due giornate-“no” bastano per deprimere le tue statistiche (per dire: nel 2024, più o meno in questi tempi, Lisa Pigato dovette abbandonare per influenza al “Ladies open” di Parma; di fronte a lei c’era la ticinese Susan Bandecchi, che a Chiasso è uscita nei quarti di finale – 1-6, 4-6 – proprio contro Marija Glebovna Timofeeva).
Davanti a tribune piene, ed anche in questo senso la 14.a edizione dell’“Open” chiassese si è confermato con un bel biglietto da visita, sia la russo-uzbeka sia l’italiana si sono ben guardate dal risparmiarsi, pur avendo entrambe un’agenda di impegni piuttosto fitta già nel breve (Itf-100 di Wiesbaden per la vincitrice, Wta-125 di Saint-Malo ed Internazionali di Roma – con “wild card” – e poi le qualificazioni al “Roland Garros” per l’atleta oggi sconfitta; ci sono tuttavia casi in cui tutto ti riesce bene e non è stato questo un discorso potabile per Lisa Pigato, che prima di questo pomeriggio aveva inanellato un filotto di nove successi. In semifinale Marija Glebovna Timofeeva si era imposta con un doppio 6-2 sulla francese Alice Rame, accreditata del numero 4 nel tabellone chiassese; a Lisa Pigato era toccato il compito di estromettere (fatto curioso: anche qui con doppio 6-2) la… quasi indigena Samira De Stefano, italiana di Imperia ma ancorata tra Varesotto e Comasco per residenza e tesseramento societario.

















































































