Home CRONACA Voleva raggirare e fu invece aggirata: in manette una “falsa nipote”

Voleva raggirare e fu invece aggirata: in manette una “falsa nipote”

Sarebbe dovuto essere un “Veni vidi vici” facile facile ed a campo aperto: la ragazzina falsa nipote che al telefono fa scusa nonna scusa zia scusatemi tutti ma ho proprio bisogno di un prestito perché altrimenti mi sfugge l’affare della vita mi bloccano l’auto mi arrestano mi torturano mi mandano a Guantanamo ma è questione di pochi giorni di poche ore mi scappa il notaio va a fuoco la casa non posso finire la scuola o altre balle del genere, indi la reiterazione della richiesta con una seconda telefonata, l’“Arrivo domani no non preoccuparti mi ricordo dove abiti cara nonna cara zia o quel che sia”, e naturalmente il “Fammi trovare il contante pronto perché devo ripartire sùbito devo andare in città devo versare la cifra entro le ore ics devo fare un bonifico mi aspettano dal notaio dall’avvocato dall’immobiliarista dal garagista dal farmacista”. Ecco, tutto questo fu ma non è più: brillantemente spazzato dall’acume di un’anziana e di una sua amica il tentativo di truffa messo in atto dai soliti delinquenti delle organizzazioni che si giocano la carta del “falso nipote”, 100 esche lanciate e chissà che uno o una ci caschi non per stupidità ma perché ingannato/a e colto/a nella mozione degli affetti; ed un tentativo per l’ennesima volta ben congegnato, presumibilmente tra Centreuropa ed Europa dell’Est le basi operative dei criminali, una 18enne di nazionalità non resa nota e per l’appunto giunta dalla Germania il soggetto incaricato di “chiudere” l’affare cioè di passare all’incasso. Una 18enne finita in manette, ad onta del tentativo di elusione delle due donne che i sospetti a quintali avevano all’inizio e trovarono confermati alla fine, ecco.

A due giorni or sono risale l’epilogo (di esso danno notizia oggi fonti di ministero pubblico e Polcantonale), ma pare che la vicenda sia maturata nell’arco di una settimanella, nel mezzo per l’appunto di un’ondata di assalto alle utenze dei privati (“recrudescenza di questo tipo di contatti telefonici truffaldini”, dicono dalla Polcantonale) e senza distinzione per distretto ma con selezione sull’età, eccome: sopra i 65 sei una vittima potenziale, sopra i 65 e con cognome svizzero sei doppiamente nel mirino, sopra i 65 e con cognome svizzero e di sesso femminile diventi ideale bersaglio. Del metodo si disse mille volte; di quanto accaduto si racconta ora, avendo l’anziana – che vive nel Locarnese – ricevuto una chiamata allarmante e, sulla scorta di notevoli perplessità, informato una conoscente circa l’accaduto. Morale, immediato contatto con le forze dell’ordine e trappolone organizzato alla rapida, per di più a Lugano dove la ragazza aveva detto di poter arrivare senza troppe difficoltà, povera stella lacrimante con i soldini contati nel portamonete. Oh, il denaro – previo accordo con gli agenti – c’era ed era anche pronto; nel momento in cui la 18enne giunse festante e festevole ad abbracciare una congiunta mai conosciuta oh quanto quanto quanto tempo e quanto quanto quanto volevo rivederti, ecco la logica richiesta dell’anziana: “Sai, nipotina amata, è solo per sicurezza, mi serve un testimone per il denaro che sto per darti”. Testimone? Una terza persona in mezzo a noi, il triangolo no non l’avevo considerato, ma così mi offendi, ma così mi dimostri di dubitare di me che sto venendo da tanto tanto tanto lontano per salutarti, cara nonna ops scusa cara zia mi confondo sempre con queste parentele? Il tempo di sparacchiare quattro frasette ben studiate e destinate all’evenienza di un’esfiltrazione e zac, rinuncia appena appena involontaria al capitale così lungamente bramato e fuga in apparenza priva di difficoltà, vuoi che la nonnina mi si metta alle calcagna? Oh: la nonnina forse no, ma gli agenti non stavano aspettando altro che l’occasione di un po’ di sano esercizio fisico: in azione effettivi della Polcantonale e della Polcom Lugano, ad una pattuglia di questi ultimi l’onore del trofeo ovvero del fermo della ragazza in prossimità della stazione Ffs, da lì alla Germania sarebbe stata questione d’un paio di treni.

Dopo primo accertamento, la giovane truffatrice è stata presa in consegna da uomini della Polcantonale. L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas; di eventuali informazioni utili per lo smantellamento della rete criminale sovrastante (chiaro è infatti il ruolo subordinato della 18enne nella catena della criminalità da truffe del “falso nipote”) saranno rese edotte anche le autorità tedesche.