Home CRONACA Muralto, evidenze di autopsia: Anna Florence Reed è morta soffocata

Muralto, evidenze di autopsia: Anna Florence Reed è morta soffocata

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 2.34) Un’esperienza di sesso estremo sfuggita di mano e finita male, secondo il racconto del fidanzato con cui la giovane era da qualche giorno in vacanza all’“Hôtel Palma au lac” di viale Verbano a Muralto. Un caso che potrebbe invece configurarsi come atto violento perpetrato o come tragico esito di un litigio, dal che le ipotesi di reato – omicidio intenzionale, in subordine omicidio colposo – che la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis formula a carico dell’uomo. Tesi diametralmente opposte, l’una fondata su dichiarazioni dell’interessato a proprio discarico e l’altra conseguente al complesso degli interrogatori condotti nell’immediatezza dell’accaduto, quelle che si ancorano attorno al decesso della 22enne il cui corpo senza vita era stato trovato poco prima delle ore 7.00 di martedì nella vasca da bagno di una camera al quinto piano della struttura alberghiera.

Le principali novità dal fronte delle indagini sono date dall’individuazione dell’identità della vittima e della probabile causa della morte: la ragazza – cittadina inglese residente nel Regno Unito, come confermato nel pomeriggio di ieri da fonti del ministero pubblico; Anna Florence Reed all’anagrafe (e “Berlin Baby” su varie piattaforme di comunicazione sociale) come rivelato da fonti britanniche al “Giornale del Ticino” – è deceduta per soffocamento ovvero asfissia, alle brevi l’insufficiente attività respiratoria causata da carenza prolungata nell’afflusso di ossigeno ai polmoni e da questi ai primari organi sensibili. Nel corso dell’esame “post mortem”, tra l’altro, sul cadavere della 22enne sarebbero state individuate varie microlesioni riconducibili sommariamente al danneggiamento dell’integrità di uno o più ossa: condizione, questa, che sul supporto del referto autoptico e delle evidenze raccolte dagli specialisti della Polscientifica potrebbe indirizzare gli inquirenti verso un’attendibile ricostruzione degli ultimi momenti di vita della giovane.

La posizione del fidanzato di Anna Florence Reed, un 29enne cittadino tedesco ma abitante nel Canton Zurigo e che in queste ore è detenuto al carcere giudiziario della “Farera” in Lugano quartiere Cadro, è resa fragile anche da alcuni elementi circostanziali e che sono stati rapidamente acquisiti e verbalizzati dagli agenti della Polcantonale: alcuni ospiti del “Palma au lac” avrebbero riferito, in particolare, di urla e rumori provenienti dalla stanza occupata dalla coppia, forse per un litigio scoppiato nel corso della notte e che si sarebbe interrotto – ma queste sono voci ambientali, in ogni caso non determinanti in funzione della morte in quanto tale – solo dopo intervento del portiere di notte o di persona da lui delegata. Determinante, ai fini delle esigenze di indagine, sarà la determinazione dell’ora del decesso.