Home SVIZZERA Grigioni, Governo drastico: niente riduzione dei parlamentari

Grigioni, Governo drastico: niente riduzione dei parlamentari

Chiaro “no” dell’autorità governativa cantonale in Coira, ieri, all’iniziativa popolare cantonale “Per il ridimensionamento del Gran Consiglio: 90 bastano”, testo proveniente dall’area socialista ed a sostegno del quale, nella prima metà del settembre dello scorso anno, furono consegnate 4’359 firme valide. Dai membri dell’Esecutivo, che giudicano opportuno l’odierno assetto con 120 deputati e che la conservazione dello “status quo” raccomandano nel messaggio da trattarsi presumibilmente nella sessione di ottobre del Legislativo retico, anche la rinuncia alla presentazione di un controprogetto. Secondo i promotori, oltre al taglio di un quarto dei parlamentari, i circondari elettorali sarebbero da riadeguarsi “alle nuove dimensioni del Parlamento”, affinché sia garantita “la parità della forza di voto”, e l’applicazione della riforma dovrebbe scattare già nel 2022.

I precedenti dicono “no” – Nella realtà, come da tesi dell’Esecutivo, la richiesta principale contenuta nell’iniziativa venne già “inserita più volte nell’agenda politica”: anno 2002, nel quadro della riforma parlamentare, bocciatura; anno 2003, nella revisione totale della Costituzione cantonale, bocciatura; anno 2006, nell’iniziativa popolare “Gran Consiglio: ne bastano 80”, bocciatura in Gran Consiglio; anno 2008, in votazione popolare sull’iniziativa precitata, bocciatura; anno 2017, durante la sessione di agosto del Legislativo, atto parlamentare “Per un Gran Consiglio più piccolo” in provenienza dai banchi socialisti, bocciatura (e secca). E poco o nulla è cambiato nel frattempo, “nessun aspetto sostanziale che renderebbe opportuno, o addirittura necesario, un ridimensionamento del Gran Consiglio”. Ipotesi contro la quale, invece, giocano vari elementi: ad esempio, non sarebbero più garantiti “la varietà linguistica e culturale e la struttura regionale del Cantone”, e sarebbe “limitata in modo considerevole” la funzione del Gran Consiglio. Nessuna esigenza viene riscontrata, inoltre, su pretesi motivi di efficienza e di funzionalità: “Disponiamo di un Parlamento di milizia che è funzionante ed efficiente e che riesce perfettamente a svolgere i compiti ad esso assegnati dalla Costituzione e dalla legislazione, e tutto ciò con spese proporzionate”.

Rischi tanti, opportunità zero – Ad avviso dell’autorità politica cantonale, se l’iniziativa venisse accettata si determinerebbero conseguenze anche sul sistema elettorale in vigore, e questo in ragione del preteso rispetto della “parità della forza di voto” nel contesto dell’adeguamento dei circondari elettorali. In altre parole, “mantenendosi l’odierno sistema maggioritario, si dovrebbe modificare la suddivisione dei circondari elettorali e sarebbe anche possibile un passaggio al sistema proporzionale; anche in questo caso si renderebbero necessari sia una modifica nella ripartizione dei circondari elettorali sia un nuovo sistema di attribuzione dei seggi”. Ma ciò cozza contro altra evidenza, dal momento che il sistema elettorale in essere fu confermato in varie votazioni popolari, l’ultima volta nel marzo 2013; e, quindi, “discutibile” sarebbe il ritornare indirettamente sulla questione legata al sistema elettorale per tramite del ridimensionamento del Legislativo.

Possibili sviluppi – In caso di respingimento (con o senza controprogetto) dell’iniziativa o di approvazione con controprogetto da parte della maggioranza del Gran Consiglio, votazione popolare. In caso di approvazione senza controprogetto, niente votazione popolare. Qualora l’iniziativa giungesse in porto dopo votazione popolare, le elezioni del 2022 per il rinnovo del Legislativo sarebbero da farsi svolgere secondo le nuove dimensioni del Parlamento, tuttavia con qualche incertezza sull’effettiva applicabilità per tempo causa modifica costituzionale necessaria (e servirebbe una seconda votazione popolare obbligatoria), diritto derivato e provvedimenti organizzativi necessari; in altre parole, è possibile che i tasselli non entrino nel “puzzle” in tempo utile, sicché le elezioni del Gran Consiglio nel 2022 avrebbero luogo ancora con il Parlamento nella dimensione odierna e secondo il sistema elettorale odierno nei 39 circondari elettorali…